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Decrescita serena e abbondanza frugale: la forza di parole inaspettate

Scritto da on 24 maggio 2012 – 07:49nessun commento

“Vivere meglio lavorando di meno”: questo l’obiettivo della decrescita (o meglio a – crescita) serena proposta da  Serge  Latouche nei suoi due ultimi libri, Il tempo della decrescita (Eleuthera, 2011) e Per un’abbondanza frugale (Bollati Boringhieri, 2012), di cui l’autore discuterà a Gutenberg #10 Venerdì 25 maggio alle ore 11 all’Auditorium Casalinuovo di Catanzaro insieme allo storico Piero Bevilacqua.

Serge Latouche è uno dei più noti filosofi ed economisti francesi. Strenuo critico del concetto di sviluppo economico ma anche dello sviluppo cd. sostenibile, Latouche sostiene che i problemi sociali ed economici del nostro tempo sono riconducibili interamente ad un modello di crescita forsennata ed ad un concetto di universalismo tipicamente utilitarista che hanno prodotto nel tempo una distribuzione ineguale della ricchezza e diseguaglianze sociali  abissali.

E’ autore, tra gli altri, di Come sopravvivere allo sviluppo (2006), La scommessa della decrescita (2007), Come si esce dalla società dei consumi (2011).

Del rapporto ambiente-sviluppo e della crisi socio-economica si occupa anche lo storico catanzarese Piero Bevilacqua, che nel corso dell’incontro affronterà anche il tema dei beni comuni, oggetto del suo ultimo studio, Elogio della radicalità.

 

Recensioni

“Vivere meglio lavorando di meno”: questo l’obiettivo della decrescita (o meglio a – crescita) serena, un elogio della sobrietà come unica via d’uscita dal produttivismo forsennato.

Il sistema pubblicitario senza scrupoli produce insoddisfazione verso ciò che abbiamo e ci spinge al desiderio di cose superflue o già possedute.

Inoltre quella che Latouche definisce “l’ obsolescenza programmata“ ci allontana sempre più da una logica di recupero e di riciclo, misurando il benessere e l’appagamento solo sulla possibilità di spendere e produrre senza freno.

In questo contesto si da per scontato la pazienza infinita della natura verso i capricci e gli eccessi dell’uomo; il pericolo è quello di scoprirne la finitudine quando sarà troppo tardi per riparare. Efficace in questo senso è l’esempio della lumaca: raggiunto il punto massimo della sua crescita, piuttosto che continuare ad aggiungere spire che la graverebbero di un peso eccessivo, le riduce bruscamente.

Quello che viene presentato è un vero e proprio progetto politico, basato sulle “8-R”, le quali propongono  un’alternativa ad un totalitarismo economicista che ci porterà a “ schiantarci contro un muro “.

Gli studenti della III F Liceo Classico Galluppi