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5 gennaio 2018 – 11:08 |

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Diritti e conquiste femminili in un secolo di storia italiana nell’ultimo libro di Vittoria Franco

Scritto da on 16 novembre 2011 – 06:35nessun commento

Il Sistema Bibliotecario Vibonese ospita giovedì 17 novembre 2011 h. 17.30 nei locali del Polo Culturale Santa Chiara,  via Ruggero il Normanno, Vibo Valentia, per le Conversazioni con l’autore,  la senatrice Vittoria Franco per discutere del suo libro Care Ragazze. Un promemoria (Donzelli editore, 2011) insieme a Nicola D’Agostino, Sindaco di Vibo Valentia, Francesco De Nisi, Presidente della Provincia di Vibo Valentia, Barbara Citton,  Teresa Esposito , Cecilia Tagliabue, Franca Garoffolo.

 

«Care ragazze, ho incontrato tante di voi, in circostanze e luoghi diversi: nelle scuole, nelle università, nei partiti, nelle associazioni. Alcune entusiaste e consapevoli, altre sfiduciate, dal futuro incerto, rassegnate. Altre ancora desiderose di affermarsi, di superare ogni ostacolo pur di realizzare i propri progetti di vita…

 I diritti delle donne sono acquisiti, non sono dati “per natura”. Hanno una dimensione storica. Sono il frutto di lotte e di impegni di molte, diverse generazioni. E si possono anche perdere».

 

Ed allora è necessario  un promemoria delle libertà femminili conquistate da tutta una generazione di donne, quella di cui Vittoria Franco fa parte ,  nell’intento  di portarle alla memoria di chi a quelle lotte non ha partecipato.

Per (ri)scoprire l’esperienza di donne che hanno lottato duramente ottenendo conquiste che oggi si danno per scontate.

Per sapere che prima del 1974 in Italia non era possibile divorziare, che prima del 1978 l’aborto era illegale, che fino al 1975 la donna era sotto tutela del padre, del fratello o del marito e non aveva neanche diritto all’eredità,  che prima del 1996 la violenza sessuale era un delitto contro la morale e non contro la persona.

Un monito per non tornare ad un’epoca in cui la donna  era ritenuta di esclusiva proprietà del padre prima, del marito poi, e per contrastare i tentativi di ricacciarla nei ruoli tradizionali e consueti.

Oggi le ragazze occupano la scena pubblica, una scena dominata da un  corpo femminile omologato ed omologante, distante mille miglia dalla realtà di milioni di donne.

Quelle stesse donne che il 13 febbraio 2011 sono scese in piazza per rivendicare con forza e con orgoglio prerogative, diritti e conquiste che sembravano così consolidati da non poter essere revocati né messi in discussione.