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Due libri sulla attuale condizione politica e culturale italiana a confronto a Vibo Valenzia

Scritto da on 21 novembre 2010 – 03:18nessun commento

Sabato 4 dicembre 2010, ore 18.00 presso l’Auditorium della Biblioteca di Vibo Valenzia incontro sulla società e la cultura italiana del XXI secolo.

La letteratura e la critica letteraria italiane viste da una generazione senza modelli culturali e orfana di un paradigma umanistico ormai sepolto nel passato. E’ ancora possibile oggi un’autentica civiltà letteraria? E all’assenza di quest’ultima corrisponde forse l’evidente emergenza democratica dell’intera nazione? Due libri, l’uno di narrativa, l’altro di critica – Riportando tutto a casa e La Repubblica delle Lettere -, provano a interrogare la nostra attuale condizione culturale e politica.

Ne discutono Marco Gatto , critico letterario, Nicola Lagioia, autore di Riportando tutto a casa (Einaudi; Premio Viareggio-Répaci 2010), Antonio Tricomi, critico letterario e cinematografico, autore di La Repubblica delle Lettere (Quodlibet) con Gilberto Floriani direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese

Nicola Lagioia ha esordito nel 2001 con il romanzo Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (senza risparmiare se stessi) (Premio Lo Straniero). Successivamente ha pubblicato per Einaudi i romanzi Occidente per principianti (Premio Scanno, finalista Premio Bergamo, finalista Premio Napoli, e  2005 dopo Cristo scritto assieme a Francesco Pacifico, Francesco Longo e Christian Raimo, firmato con il nome collettivo di Babette Factory. Sempre nel 2005 è uscito per Fazi il saggio Babbo Natale. Ovvero come la Coca-Cola ha colonizzato il nostro immaginario collettivo.

Dirige nichel, la collana di letteratura italiana di minimum fax. Nel 2010 è alla conduzione di Pagina3, la rassegna quotidiana delle pagine culturali trasmessa da Radio3.

Con il romanzo Riportando tutto a casa edito da Einaudi, romanzo di formazione e non solo, si aggiudica il Premio Viareggio 2010 per la narrativa.

Antonio Tricomi, autore di diversi testi su Pasolini,  propone nel suo ultimo lavoro  un ritratto amaro e disincantato ma anche lucido e spietato dell’attuale emergenza politica e culturale attraverso l’analisi delle opere di alcuni tra gli scrittori italiani più significativi del secondo Novecento e dei giorni nostri. Affinati, Balestrini, Bianciardi, Calvino, Celati, Eco, Pasolini, Saviano, Sciascia, Siti, Tondelli, Volponi: questi e altri autori, sono convocati per offrire al lettore frammenti di un’autobiografia della nazione che trova i suoi capitoli più recenti nel boom economico, nel ’68, nell’assassinio di Moro, nel nichilismo degli anni Ottanta, nella discesa in campo di Berlusconi. Tricomi invoca  anche film come Buongiorno, notte, Gomorra, Il Divo, in cui è messa in luce la capacità di rispecchiare il vuoto di prospettive che contraddistingue il presente.
Attraverso le parole di scrittori e cineasti Tricomi ha costruito un romanzo di formazione sotto mentite spoglie e dal probabile significato generazionale, per alludere alle proprie incertezze di critico della cultura senza guide e senza punti di riferimento.