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Filosofia, scienza e fede nell’ultimo libro di Agazio Cassadonte

Scritto da on 10 gennaio 2011 – 03:18nessun commento

Incontri – Scontri con Umberto Galimberti, Emanuele Severino, neodarwinisti e pensatori postmoderni, di Agazio Cassadonte, edizioni La Rondine, 2010

“Potrà sembrare temerario cimentarsi in questa critica con filosofi e scienziati, ma tutti abbiamo il diritto di esprimere, senza presunzione, la nostra opinione”. Così Agazio Cassadonte, già docente di Filosofia, di Letteratura italiana e Storia, presenta il suo ultimo libro, in uscita per i tipi delle Edizioni La rondine di Catanzaro, dal titolo “Incontri – Scontri con Umberto Galimberti, Emanuele Severino, neodarwinisti e pensatori postmoderni” (368 pagine, 20 euro).

L’autore include ed amplia in questo volume, frutto di dieci anni di lavoro, temi trattati nel precedente suo scritto “Un cammino”, reduce da un grande successo di critica, con importanti recensioni apparse su “Jesus” e sulla “Rivista di Scienze dell’educazione” a cura della Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium”.

Nel volume l’autore passa in rassegna il pensiero di alcuni filosofi per evidenziarne illogicità, incongruenze e manipolazioni di testi sacri e profani. Una particolare attenzione è rivolta ad eventuali implicazioni negative, materiali e morali, sulla vita della “comunità democratica e interculturale” di oggi, nella quale, senza possibilità di alternative, si dovrebbe operare e progredire nella libertà, nel rispetto reciproco di tutte le culture e delle pari opportunità di diritti e di doveri di uomini e donne.

Cassadonte scrive nell’introduzione: <Il mio è un argomentare senza pregiudizi, nel merito, supportato dai mezzi conoscitivi ed operativi umani che sono a disposizione di tutti gli uomini: ragione, scienza, trascendenza. Anche la storia, le teorie laiche e religiose, sono vie di conoscenza: tutte corrono parallele e ci accompagnano, accomunate da un’unica speranza, quella di trovare la ragione delle cose, del loro e del nostro esistere, per placare la nostra inquietudine>. Perché  “tra ragione e scienza da una parte, e le “fedi” – intese come “Rivelazioni” – dall’altra, non c’è coniugazione: infatti le prime due hanno come oggetto il “fisico”, cioè ciò che si vede e si verifica, mentre le ultime riguardano il “metafisico”, cioè ciò che non si vede e non si può verificare – si legge ancora -. Le singole scoperte scientifiche non sono in contrasto con la fede, in quanto le religioni ritengono che esse sono leggi date da Dio alla natura da lui creata: le “illazioni” degli scienziati, come pure le “ipotesi” filosofiche, fondate sulla “analogia”, possono essere soggette a critiche, perché le eventuali alternative proposte non saranno che altre opinioni”.

Per info: www.edizionilarondine.it