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30 ottobre 2017 – 10:59 |

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I libri fioriscono a maggio in libreria (e non solo)

Scritto da on 5 maggio 2016 – 08:35nessun commento

Sbocciano i libri a maggio per Il Maggio dei Libri, la campagna del Centro per il Libro e la Lettura che sostiene il valore sociale della lettura come fattore di crescita individuale e collettiva, proponendo da 5 anni centinaia di iniziative ed eventi che fino al 31 maggio guideranno i lettori sulla scia di alcuni leit-motiv, Se son libri fioriranno, Se leggo vivo più di 7 vite, Liberi di leggere e Il libro porta consiglio.

Non ci sono vincoli alle proposte, che arrivano ogni giorno da tutte le little free libraryregioni del Bel Paese (per quelli organizzati in Calabria leggi qui l’elenco ), se non il rispetto dei 3 filoni tematici pensati per l’edizione 2016. Il primo, nell’anno delle celebrazioni del Bardo, non poteva che riguardare Shakespeare, il secondo è dedicato alla biblioterapia, ovvero come un libro può salvarci la vita, indicare una direzione, dare risposte, mentre il terzo ricorda il piacere di far circolare i libri, come avviene da qualche tempo nelle Little Free Libraries, sorta di biblioteca all’aperto, in cui i libri li trovi in alberi e casette in legno che spuntano in parchi e giardini, convertiti in centri vitali di cultura e luoghi ispiratori di creatività artistica, come sostengono i promotori del Parco delle lettere a Milano (per capire come farvi la vostra LFL vai qui  e qui).

Anche noi di Linking Calabria partecipiamo al Maggio dei Libri con un progetto di riletturshakespeare-amleto-richard burton1a dell’Amleto di Shakespeare, intitolato Dear Hamlet, condotto insieme ai detenuti della Casa Circondariale di Catanzaro (lo trovi tra gli appuntamenti in Calabria), e con alcuni suggerimenti di lettura, rigorosamente made in Calabria.

Iniziamo da Walter Pedullà, sidernese, 86 anni a ottobre, uno dei più importanti studiosi di letteratura italiana dei nostri tempi, Professore Emerito a La Sapienza, presidente di giuria di premi come lo Strega e il Campiello, che manda in libreria il suo ultimo saggio, Il mondo visto da sotto. Narratori meridionali del ‘900. Un viaggio all’interno delle strutture compositive e delle tecniche espressive dei maggiori scrittori meridionali del Novecento (da Pirandello ad Alvaro, Vittorini, Brancati, Reawalter-pedullà c3a0, Lampedusa, Flaiano, D’Arrigo, Strati, Pizzuto e altri ancora). Partendo dalle radici della letteratura contemporanea, tra narrativa, storia, saggio introduttivo, Pedullà indaga “la Grande Impostura” montata dalle culture di volta in volta egemoni nel secolo scorso.

Che – spiega la quarta di copertina- nell’ impossibilità di punire il Sistema Sociale, svela la verità occultata da conservatori e da progressisti e condanna i colpevoli che gli vengono a tiro. Pirandello intanto continua a consigliare di “scomporre” Logica e Retorica decrepite, ricordando che l’oro va estratto dal fango; mentre D’Arrigo racconta fin dove si arriva a cavallo del negativo: i barbari siamo noi, dobbiamo combatterli in noi stessi senza moralismi. E i giovani narratori? Ricominciano, se non da zero, da quel poco che insegna la storia recente: il mondo è cambiato dopo Il Gattopardo. La politica da soluzione che era diventa problema (di nuovo i baroni), fa bene la paura: se abbiamo toccato il fondo, si può solo risalire. E Vittorini insiste: attivate la “tensione razionale”, torni l’illuminismo a spegnere l’arcadia nostra contemporanea.

Dopo il successo internazionale de L’utilità dell’inutile torna alla storia Nuccio Ordine con Tre corone per un re. L’impresa di Enrico III e i suoi misteri, edito ancora una volta da Bompiani, con la prefazione di Marc Fumaroli. Siamo in Francia, nel XVI secolo. Enrico III, figlio di Caterina de’ Le-guerre-di-religione-in-FranciaMedici, re di Francia e Polonia, resta coinvolto nelle guerre di religione tra cattolici e Ugonotti e muore per mano di un frate domenicano. Il suo regno è rappresentato da due corone, quelle di Francia e di Polonia, e poi una terza con il motto Manet ultima coelo. Che significa? E’ una corona celeste, che sovrasta quelle terrene? O si tratta piuttosto di un’altra corona terrena sul capo di un re che rifiutò le guerre fratricide? Si mette sulle orme di Enrico III il prof. Ordine, che conduce una vera e propria inchiesta per risolvere l’enigma, tra documenti, testi letterari e filosofici per svelare il ruolo di giocatore assunto dalla Francia sullo scacchiere europeo, tra gli spagnoli, l’Inghilterra di Elisabetta I, la Scozia di Maria Stuarda. Ruolo rimarcato anche da Giordano Bruno, che gli dedica il De umbris idearum. Dietro la storia delle tre corone c’è lo spaccato di un’epoca, ci sono le ambizioni imperialistiche di alcuni, il dibattito europeo sulla religione, sul potere monarchico, sulla conoscenza.

Cambiamo completamente campo per ricordare i quarant’anni di attività di Loredana Bertè. Bella, provocatoria, ribelle, graffiante, folle, ma una Loredana-berte-albumvoce sorprendente, capace di percorrere pop, rock, punk e non solo, la voglia di libertà e di amore, che nessun uomo, men che meno un aitante tennista svedese, ha colmato, tanti successi che l’hanno consegnata all’affetto di pubblico e critica, ma anche la solitudine, il buio e il dolore, prima e dopo la morte di Mimì. Un’infanzia negata, una vita pendolante tra tragedia e commedia, raccontata nella sua biografia, Traslocando (Rizzoli, 2015). Ma soprattutto la passione di una vita, la musica, decine di brani applauditissimi, reinterpretati con alcune colleghe in Amici non ne ho…ma amiche sì!, il suo ultimo album, appena uscito, prodotto da Fiorella Mannoia. Con lei ci sono Patty Pravo, Fiorella Mannoia, Alessandra Amoroso, Emma, Aida Cooper, Paola Turci, Irene Grandi, Noemi, Nina Zilli, Bianca Atzei, Antonella Lo Coco, che interpretano il meglio di Loredana, da Non sono una signora a Dedicato a E la luna bussò. Ci sono anche due inediti, E’ Andata Così e Il mio funerale, ritratto beffardo dell’ipocrisia e della superficialità imperante. Contro i quali la signora della musica italiana si batte, con invidiabile (e rara) coerenza, da sempre.