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Il fuoco della verità: un libro sulla libertà di stampa in Calabria in memoria di Alessandro Bozzo

Scritto da on 26 marzo 2014 – 12:55nessun commento

Giovedì 27 marzo 2014, ore 18 il Terrazzo Pellegrini, via De Rada 67/c a Cosenza ospita la presentazione del libro Sacro Fuoco. Storie di libertà di stampa a cura di Tommaso Scicchitano, edito in questi giorni da Pellegrini Editore in formato ebook. Undici giornalisti, Rosamaria Aquino, Arcangelo Badolati, Gabriele Carchidi, Marco Cribari, Eleonora Formisani, Eugenio Furia, Camillo Giuliani, Roberto Grandinetti, Pablo Petrassi, Lucia Serino, Alfredo Sprovieri, raccontano la libertà di stampa in Calabria, in memoria di Alessandro Bozzo, che ha pagato con la propria vita il diritto di prendere la parola e di raccontare le cose ‘come stanno’

Censure e auto-censure, manipolazioni, omissioni. Ne è lastricato il cammino della stampa in Calabria, tra verità più o meno ufficiali, influenze e connivenze, frutto di atavici legami in una terra di nessuno in cui il confine tra lecito e illecito è labilissimo e dove tutto è possibile.

 

alessandrobozzoAlessandro Bozzo la conosceva bene la sua terra e aveva deciso di parlarne con l’urgenza insopprimibile della verità. Con passione verso la scrittura e la informazione, nella convinzione  che controllo sociale e critica sono irriducibili a qualsiasi potere o interesse, economico, politico, mafioso che sia, a qualsiasi tentativo di svilire il tuo lavoro pagandoti due euro a pezzo o utilizzando l’arma del rinnovo del contratto o richiamandoti per non aver citato i ‘soliti noti’.

 

Alessandro non ce l’ha fatta, e ha ceduto alla fine sotto il peso dell’essere rimasto solo, nel silenzio più assordante. Era il 15 marzo 2013. A 20 anni di distanza dalla morte di Ilaria Alpi, un’altra giornalista che nel suo lavoro ha creduto a tal punto ad accettarne tutte le implicazioni, fino alla morte. Il 2013 è stato anche l’anno di Edward Snowden, che con le sue rivelazioni ha svelato il Grande fratello orwelliano celato sotto le spoglie della Nsa americana, e dei 70 giornalisti morti in varie aree più o meno pericolose del mondo (in cima alla lista ci sono paesi come Siria, Egitto ed Iraq) mentre svolgevano il loro lavoro  e delle decine di loro colleghi che ogni giorno scompaiono, vengono sottoposti a pressioni, a rappresaglie o torture o sono costretti ad ‘adattarsi’ per non soccombere alla crisi o alle leggi dei loro paesi.

sacrofuococop

Tra qualche mese si aprirà il processo per la morte di Alessandro, in cui si costituiranno l’Ordine dei Giornalisti e forse anche Libera, convinta che è giunto il tempo di indignarsi <<di vivere la nostra indignazione, è tempo di riconoscerci in spazi e tempi di resistenza civile, è ora di trovare percorsi alternativi per liberare l’informazione in Calabria, valorizzando le tante esperienze positive. Solo così il gesto di Alessandro Bozzo non resterà vano>>.

 

Perché, come scriveva Giuseppe Fava, il giornalista, fondatore de I Siciliani, ucciso dalla mafia nel 1984, di ogni cosa che accade bisogna cercare <<onestamente e profondamente  di capire il come e il perché>>, lottando ogni giorno per dare una direzione e un senso al nostro destino.