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In libreria: consigli di lettura di fine estate

Scritto da on 27 agosto 2015 – 08:46nessun commento

Ultimi giorni di vacanza per molti ma anche il tanto sospirato periodo di riposo per chi finora non ha visto neanche un giorno di ferie. A entrambi consiglio una manciata di titoli, freschi di stampa e non, da gustare prima del ritorno al lavoro.

 

gregory corsoBuone notizie per gli amanti della poesia. L’editrice minimun fax, casa editrice indipendente protagonista di diverse gradite (ri)scoperte, ha appena ripubblicato Gasoline, raccolta poetica firmata da Gregory Corso, padre calabrese, madre pugliese, stella luminosa della Beat Generation. Uscito per la prima volta nel 1958 ad opera della leggendaria City Lights di Lawrence Ferlinghetti, decretando il successo immediato del poeta, Gasoline è insieme ispirazione e testimonianza della temperatura emotiva di quel periodo e una pagina fondamentale dell’intera Beat Generation.

In questa raccolta Corso percorre i caratteri fondamentali della sua opera e del linguaggio beatnik: i lunghi viaggi, il desiderio di stupire, il culto della libertà, gli entusiasmi disordinati, i grandi amori e la rabbia di vivere. La sua poesia è istinto, diario sincopato di una lotta infinita che trae la sua forza direttamente dall’esperienza, un ironico mosaico di spunti che assumono senso e significato proprio dalla loro apparente insignificanza, specchio della condizione di marginalità dell’uomo e dell’artista.

I suoi versi secchi e diretti, privi di orpelli, sospesi fra il ritmo musicale della musica nera e del jazz e i moti dell’anima, esprimono un mondo poetico magico, in cui si scioglie la complessità della realtà, sempre in bilico tra dolore e ironia, tra passato e presente. Ma anche la fermezza nel condannare odio e violenza. In nome della vita, e della poesia.

 

(…) sono venuto nella tua città ho camminato

per Market Street cantando hark hark the dogs do bark

the beggars are coming to town e ho fatto di corsa come

un matto il Golden Gate fino a Sausalito e sono crollato

esausto in un campo dove uno spaventapasseri sterminato

mi ha posato la testa in grembo

Che felicità mi dava la mia pazzia O torre sdraiato là nel

verde cicaleggiare a sognare Quetzalcoatl mentre inarcavo

la schiena come un arcobaleno teso su un golfo

immaginario

Ah se tornasse ancora quella pazzia quella solitudine

sconfinata in cui l’illusione parlava il divino dialetto del

Vero

Sarei dovuto rimanere e invece sono partito per il Messico

verso Quetzalcoatl e l. sulla cima di Teotihuacan ho

sentito nella T-profetica voce di un Cuauhxicalli un inno

tenebroso per l’anno a venire. ( …)

(Ode alla Coit Tower)

 

Ancora poesia per ricordare Cesare Pavese, a 45 anni dalla sua scomparsa (avvenuta il 27 agosto 1950)cesare-pavese e a 80 anni esatti dal confino a Brancaleone (Rc) ad opera del regime fascista. Un periodo segnato da dolori e inquietudini ma anche da un grande fermento intellettuale e artistico, che darà i suoi frutti in liriche di grande intensità come Lo steddazzu (in Lavorare stanca) .
L’uomo solo si leva che il mare è ancor buio
e le stelle vacillano. Un tepore di fiato
sale su dalla riva, dov’è il letto del mare,
e addolcisce il respiro. Quest’è l’ora in cui nulla
può accadere. Perfino la pipa tra i denti
pende spenta. Notturno è il sommesso sciacquìo.
L’uomo solo ha già acceso un gran fuoco di rami
e lo guarda arrossare il terreno. Anche il mare
tra non molto sarà come il fuoco, avvampante.
Non c’è cosa più amara che l’alba di un giorno
in cui nulla accadrà. Non c’è cosa più amara
che l’inutilità. Pende stanca nel cielo
una stella verdognola, sorpresa dall’alba.
Vede il mare ancor buio e la macchia di fuoco
a cui l’uomo, per fare qualcosa, si scalda;
vede, e cade dal sonno tra le fosche montagne
dov’è un letto di neve. La lentezza dell’ora
è spietata, per chi non aspetta più nulla.

Val la pena che il sole si levi dal mare
e la lunga giornata cominci? Domani
tornerà l’alba tiepida con la diafana luce
e sarà come ieri e mai nulla accadrà.
L’uomo solo vorrebbe soltanto dormire.
Quando l’ultima stella si spegne nel cielo,
l’uomo adagio prepara la pipa e l’accende.

 

Per gli appassionati di cinema e di un grande autore del cinema italiano, Vittorio De Seta, che amò la Calabria e la sua gente tanto da farne la sua terra d’adozione, Rubbettino pubblica L’avventura del reale. Vittorio de SetaIl cinema di Vittorio De Seta, che porta la firma di Paolino Nappi, il quale ripercorre forse per la prima volta in maniera completa e organica l’avventura esistenziale e artistica di un cineasta (Banditi a Orgosolo, Diario di un maestro, In Calabria) che si è ritagliato un posto di tutto rispetto nella storia del cinema italiano ed europeo. Nappi indaga anche il “metodo De Seta”, un’idea di cinema che attingendo alla lezione neorealista (soprattutto nella versione rosselliniana), individua il proprio nucleo nel rapporto stretto e anti-ideologico con il reale, indagando il mondo contadino e i paesaggi interiori, in bilico nel tentativo di uscire da una crisi profonda, poi ancora il Sud d’Italia, specchio di tutti i sud del mondo. Un cinema alla ricerca di una verità al di là della realtà.

 

Thich Nhat Hanh, una delle figure più importanti della spiritualità mondiale, monaco buddhista, poeta, studioso e attivista per la pace, candidato al premio Nobel da Martin Luther King nel 1967, autoreThich-Nhat-Hanh di decine di libri e guida di ritiri spirituali in tutto il mondo attraverso la meditazione, esce in libreria con Il dono del silenzio (Garzanti).

Piccolo ma denso e prezioso libretto in cui il monaco vietnamita guarda al nostro continuo pencolare tra la continua ricerca della felicità e la corsa senza sosta per raggiungerla, che rischia di farci perdere di vista le straordinarie meraviglie di cui è già ricco il mondo attorno a noi. Ogni giorno, ogni ora, ogni istante la bellezza ci chiama, ma raramente ci poniamo in ascolto. Perché per avvertire la sua voce e poterle rispondere è necessaria una condizione divenuta rara: il silenzio. Il dono del silenzio ci permette così di ristabilire, dentro di noi, quell’ordine e quella serenità in grado di farci guardare in profondo ciò che ci circonda, per comprendere chi siamo realmente e cosa davvero vogliamo dalla nostra vita. Per chi è alla ricerca di sé stesso.