Primo Piano »

Antonio Ligabue, la tragedia, la visione. Una mostra al Museo del Presente a Rende

5 gennaio 2018 – 11:08 |

Chi non conosce il suo volto scavato, dominato da quegli occhi enormi, che ti osservano da distanze insondabili, immortalato in decine di autoritratti. Chi non conosce la sua vita, che sembra una tragedia greca, un padre mai conosciuto, una madre …

Leggi tutto »
Home » festival, Libri

La nuova grammatica della fantasia di Michele D’Ignazio. L’intervista

Scritto da on 20 aprile 2016 – 08:11nessun commento

Tutto cominciò dalla storia di …una matita. Poi la matita è arrivata a scuola e infine si è trasformata in un giovanotto che parte dal Sud d’Italia per un lungo viaggio in cui ritroverà sé stesso. Dopo Storia di una matita e Storia di una matita. A scuola, torna in libreria Michele d’Ignazio con Pacunàmba – L’avventuroso viaggio di Santo Emanuele, pubblicato come i precedenti da Rizzoli, tra una tappa e l’altra del suo spettacolo, presentato con successo nelle scuole e nelle librerie di tutta Italia.

Classe 1984, cosentino, Michele d’Ignazio è uno che “ama la natura…adora molto il mare, ma non sa pescare … (che) a scuola aveva molta fantasia…(e) gli piaceva giocare, giocare, giocare (e)…per l’Europa viaggiare” come lo descrivono (in rima) i bambini della quarta elementare di Pentone. E viaggiare è sicuramed'ignazio 3nte un chiodo fisso per Michele, che si tratti di viaggiare sulle ali della fantasia, attraverso le parole e le storie. Che narra nei suoi romanzi e nei racconti (tra i quali, Dizionario per un lavoro da matti, scritto insieme a Luca Rastello), nei racconti o nei suoi documentari (La nostra terra. Praticamente, Soli e insieme, Futuro Arcaico, dedicato all’artista di Mammola Nick Spatari) o a chi lo va a trovare al Vicolo, il locale che gestisce in estate a San Nicola Arcella (Cs).

Michele si è imposto all’attenzione di pubblico e critica con Storia di una matita (finalista al Premio Biblioteche di Roma), giunto quest’anno alla nona edizione, un bel successo per un mercato editoriale in cui a male pena si riesce ad arrivare sui banconi delle librerie, storia della metamorfosi di un ragazzo in cerca di sé stesso, che una mattina si sveglia come… una matita e che, a differenza di Gregor Samsa, il più famoso scarafaggio della letteratura, reso immortale da Kafka, coglie l’occasione per ricominciare daccapo, imparando ad affrontare il mondo da un’altra prospettiva, magari per ridisegnarlo. Una storia destinata ad adulti e bambini che racconta con il linguaggio della fiaba come occorra accettare trasformazioni anche dolorose e profonde per raggiungere ciò che desideriamo.

Ora ci riprova con Pacunàmba, ancora una storia di crescita in cui la trasformazione passa dal riconoscimento che esiste un orizzonte più ampio (in questo caso attraverso un viaggio dall’altra parte dell’Oceano Atlantico), dove le differenze e l’inatteso possono aiutarci a scoperchiare forzieri colmi di tesori.

Michele ne parlerà anche a B-Book Festival un mondo di arte e letteratura per bambini e b bookragazzi , promosso dalla Cooperativa delle donne con la Cooperativa sociale Don Bosco e Teca srl, con il sostegno di Save the Children, di cui è anche direttore artistico. Che apre dal 20 al 23 aprile alla Città dei Ragazzi di Cosenza, ospiti scrittori noti al pubblico di grandi e piccini, come Cristina Petit, Bruno Tognolini, Andrea Vico, Francesco Polizzi (sceneggiatore de Il diario di Ernest Egg), a pochi giorni  dalla chiusura della Bologna Children’s Book Fair, interamente dedicata a un settore come quello dell’editoria per bambini, in netta crescita negli ultimi anni. I dati dell’Associazione Italiana Editori confermano che i giovani lettori rappresentano una fetta sempre più consistente del mercato (basti pensare che oltre il 50% di bambini e giovani adulti sino ai 18 anni legge in media un libro all’anno), costringendo le case editrici a rimeditare linea editoriale e collane, triplicando negli ultimi tre anni il numero di libri destinati al settore e puntando sulla qualità. Ai primi posti della classifica non ci sono solo Peppa Pig ed Harry Potter ma anche autori come Sepúlveda o Beatrice Masini che scrivono libri letti da grandi e piccini. E naturalmente Michele D’Ignazio, con il quale abbiamo fatto una chiacchierata.

 

Michele scrivi libri per l’infanzia ma che in realtà sono belle fiabe destinate anche agli adulti…Raccontare storie è tornare indietro nel tempo, ai primi uomini, che intorno al fuoco narravano. Sono nati così i grandi poemi epici come l’Iliade e l’Odissea o le saghe nordiche…Poi le modalità sono cambiate ma il desiderio –e l’urgenza- di raccontare sono rimasti intatti nei secoli. Forse perché narrare è un atto terapeutico, individuale e collettivo, un atto di libertà…

Sono d’accordo. Narrare è un’arte destinata a durare, nonostante la concorrenza degli altri media sia michele-dignazio_scampia2diventata sempre più invadente. Io sono partito da questo. Quando ho pubblicato Storia di una matita non avevo nessuna esperienza con i bambini ed ero, lo ammetto, anche un po’ intimorito. Quando mi è stato chiesto, però, di incontrare un centinaio di bambini che avevano letto il libro, mi sono lanciato e sono partito semplicemente dalla lettura, niente di più. Vedere gli occhi pieni di curiosità, il silenzio quasi sacro che si era creato mentre raccontavo la storia è stato per me una folgorazione. Solo dopo ho iniziato a giocare con le mie storie, inventando attività, giochi e, perché no, anche video e spettacoli. Però, il potere evocativo della lettura e dell’arte di raccontare rimane, secondo me, unico e insuperabile.

Fai parte dell’organizzazione di B-Book che per la seconda edizione porta a Cosenza i migliori autori e illustratori per l’infanzia, oltre a laboratori, seminari, e altro ancora. Vuoi parlarcene?

Sì, certo. B-Book inizia domani alle 16:00 con una tavola rotonda sulla promozione alla lettura dove i dati dell’Atlante di Save the Children, partner del festival, si integreranno alle esperienza di vita vissuta di insegnanti, educatori, dirigenti scolastici, associazioni e scrittori. Saranno 4 giorni di festa, dedicati alla letteratura e all’arte per bambini e ragazzi, che si svolgeranno alla Città dei Ragazzi di Cosenza. Una grande opportunità per piccoli e grandi lettori di incontrare i loro scrittori preferiti, un’occasione di confronto in cui le scuole, che hanno risposto all’adesione, anche quest’anno, con grande entusiasmo. saranno protagoniste.

Citi spesso Rodari tra i tuoi numi tutelari. Che sono più d’uno però…

Sono tanti. Sicuramente Roald Dahl (I Gremlins, La Fabbrica di cioccolato), di cui ricorrono i cento anni dalla nascita, con la leggerezza e l’ironia che lo contraddistingue, ma anche Andrew Clements (Drilla, Il gioco del silenzio e Uno per due), per la carica rivoluzionaria che dà ai bambini. Senza dimenticare Guus Kuijer (Il libro di tutte le cose), Natalie Babbit (La fonte magica, Gli occhi dell’Amaryllis), David Almond (Skellig, Storia di Mina)

 A differenza di altri Paesi in cui gli scrittori per ragazzi (dalla Lindgren a Roald Dahl tanto per fare qualche nome) hanno pari dignità con i loro colleghi, in Italia al di là di qualche eccezione, la letteratura per ragazzi è ritenuta pressoché una categoria di serie B. Eppure i libri più letti al mondo sono destinati proprio a lettori da 0 a 18 anni. Che ne pensi?

Schermata 04-2457498 alle 11.27.09È un pregiudizio destinato a cadere e molto si sta facendo in questa direzione. Da pochi giorni, ad esempio, la libreria Il libro con gli stivali di Venezia ha lanciato una campagna, partendo dall’idea che la letteratura per l’infanzia è letteratura. Io ne sono più che convinto. Lo dimostrano i tanti libri importanti che sono stati scritti. E non mi soffermerei più di tanto sulle differenze tra letteratura per ragazzi e per adulti, piuttosto su letteratura vera o di consumo. Ecco, i libri devono essere belli! E un buon libro deve essere universale.

Una delle peculiarità della letteratura per ragazzi, che ne è anche la forza, è la semplicità del linguaggio, pur senza rinunciare (e non deve rinunciare) a raccontare il mondo nelle sue innumerevoli sfaccettature. Stiamo quindi parlando di libri che, in realtà, si rivolgono a tutti. Ed è questo anche il mio obiettivo quando scrivo: raccontare una storia ai bambini, ai ragazzi e anche ai “grandi”. Questo carattere universale, fuori dalle logiche del tempo e dell’attualità, è ciò che secondo me deve differenziare un buon libro, per ragazzi e per adulti.

Qualcuno ha detto che la nostra è una società incapace di provare stupore. La meraviglia e la fantasia possono salvare il mondo?

Credo di sì. Meraviglia e fantasia allungano l’orizzonte. E lo stupore può aiutare a meglio interpretare il mondo, a sapersi muovere con maggiore agilità. Francis Scott Fitzgerald, nell’incipit di Il grande Gatsby, invitava a sospendere ogni giudizio e a concentrarsi, piuttosto, nel meravigliarsi e scoprire la bellezza nelle innumerevoli pieghe della vita.

 

Nei miei anni più giovani e vulnerabili mio padre mi diede un consiglio che non ho mai smesso di considerare. «Ogni volta che ti sentirai di criticare qualcuno», mi disse, «ricordati che non tutti a questo mondo hanno avuto i tuoi stessi vantaggi». Non aggiunse altro, ma nel nostro riserbo siamo sempre stati sorprendentemente comunicativi e compresi che voleva sottintendere molto di più. Di conseguenza, sono incline a sospendere ogni giudizio, abitudine che mi ha aperto a un gran numero di persone strane e mi ha inoltre reso vittima di non pochi seccatori consumati. …La sospensione del giudizio presuppone una speranza infinita. Ancora adesso temo che perderei qualcosa qualora mi dimenticassi che, come mio padre snobisticamente asseriva e io snobisticamente ripeto, il senso della basilare decenza viene distribuito in misura iniqua alla nascita. (F.S.Fitzgerald, Il grande Gatsby, minimum fax)

L’utopia non è meno educativa dello spirito critico. Basta trasferirla dal mondo dell’intelligenza… a quello della volontà… (G. Rodari, Grammatica della fantasia, Einaudi)