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Le poesie di Gianluca Pitari si aggiudicano il Premio Nabokov

Scritto da on 17 gennaio 2014 – 10:33nessun commento

Classe 1978, ideatore della  rivista letteraria La Masnada e di Parole Erranti, il Festival Letteratura di Calabria, che si tiene da dieci anni a questa parte a Cropani (Cz), libraio, poeta. Lui è Gianluca Pitari ed ha vinto con la sua prima raccolta di poesie, Diario del complotto (Prospettiva editrice) il Premio Letterario Internazionale Nabokov.

 

Il termine complotto rimanda alle immagini di uomini seduti intorno ad un tavolo per tramare e cospirare….  a volte per esercitare il proprio dissenso politico e sociale. Anche il poeta è in fondo un cospiratore che cerca di sfuggire ai tentacoli dell’omologazione per riappropriarsi della sua vulnerabilità e del dolore in cui affonda le sue radici la poesia.

diariodelcomplottocopy

Poeta per Gianluca è chi

vuole andare in profondità, fino all’essenza ultima delle cose e quindi in questa ricerca (non può condurre) la sua vita in superficie ma ha bisogno di scavare l’essenza e di arrivare alla folgorazione, alla rivelazione….il fine di ogni onesto poeta.

 

Scrive di lui Angelo Tolomeo

ho avvertito sempre la poesia di Gianluca Pitari come venata di una certa urgenza, un’ansia che deflagra amara in faccia agli incauti lettori. Il poeta è di quelli tosti, uno di quelli, però, con gli occhi azzurri e malinconici, così che non saprei ancora decidermi.

 

E tosto lo è davvero Gianluca, che non ha timore di prendere posizione su realtà anche scomode nei suoi versi. Così dichiara la diretta discendenza da Baudelaire, Ungaretti e da Lorenzo Calogero (“un altro outsider”), rivendicando la libertà di rappresentare sé stesso e il proprio tempo senza vincoli di appartenenza e fuori da stereotipi triti e ritriti.

 

L’intervista è curata da Valeria Nisticò.