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Libri. La classifica del mese di ottobre della Libreria Arcade Book&Look di Catanzaro

Scritto da on 23 ottobre 2010 – 00:00nessun commento

libri

Inauguriamo una sezione dedicata interamente ai libri, che ospiterà, di volta in volta, la voce delle librerie presenti sul territorio, che proporranno una classifica dei libri più venduti oltre a segnalare i testi ritenuti più interessanti, e quella delle case editrici calabresi, ma anche  notizie, info su eventi, recensioni. Buona lettura!

Inauguriamo questo spazio dedicati ai libri con la classifica dei libri più richiesti da ARCADE BOOK&LOOK di Piazza Prefettura a Catanzaro.

1. K. Follet, La caduta dei giganti, Mondadori;

2. P. Aprile, Terroni, Piemme;

3. G. Pansa, I vinti non dimenticano, Rizzoli;

4. P. Citati, Leopardi, Mondadori;

5. M. Murgia, Accabadora, Einaudi.

E la recensione del libro consigliato: PASCAL MERCIER, Treno di notte per Lisbona, Mondadori, 2006

“Treno di notte per Lisbona” di Pascal Mercier è un libro di profonda intensità e suggestione. Vi si narra la storia di un serioso e metodico professore di filologia classica di un liceo di Berna, Raimond Gregorius, che, imbattutosi del tutto casualmente, in una libreria antiquaria, in un testo  portoghese, decide, come sospinto da una misteriosa e incoercibile forza interiore, di abbandonare le certezze della propria preordinata esistenza per mettersi alla ricerca dell’autore del libro. Inizia così un viaggio che da viaggio fisico diventa soprattutto viaggio dell’anima. Attraverso una serie di indizi e di testimonianze meticolosamente raccolte, il compassato professore, partito da Berna alla volta di Lisbona, ricostruirà la vicenda umana e professionale di Amadeu Ignacio de Almeida Prado, dottore di rara sensibilità e di supremo rigore deontologico nonché fine intellettuale dissidente  negli anni cupi della dittatura di Salazar, e in essa si ritroverà come “fascinosamente” risucchiato, mentre il piano dell’azione narrativa si sdoppia in un sapiente gioco di alternanza tra passato e presente. Il passato di una singolare esistenza ormai compiuta, quella di Amadeu Ignacio, e il presente del protagonista che, subendo come una sorta di straniamento da se stesso, è portato a riconsiderare, alla luce dell’indagine che sta svolgendo, tutta la propria vita, i suoi successi e i suoi fallimenti. Tanti i temi trattati: l’amicizia; il delicato rapporto padre-figlio, complicato, spesso, dall’assenza di un comune “vocabolario”delle emozioni; l’amore, declinato in tutte le sue espressioni, da passione dirompente e travagliata a muta e rassegnata devozione; l’ostinato accanimento nello studio e nella conoscenza, quale unica garanzia di crescita e di riscatto umano e morale; la lotta, quasi sempre impari, tra l’uomo e la malattia, tra l’insopprimibile anelito dell’uomo alla libertà e il linguaggio esclusivo di ferina violenza proprio di ogni forma di oppressione. Molti gli spunti di riflessione e le perle di autentica saggezza disseminate nel corso della narrazione. Una fra tutte: “Bisogna dimenticare la cosmica irrilevanza di tutto il nostro agire per riuscire ad essere vanitosi, e questa è una crassa forma di stupidità”.

A.F.