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Libri: la classifica di dicembre della libreria Arcade Book

Scritto da on 10 novembre 2010 – 03:18nessun commento

La top five dei libri per adulti e per bambini più venduti nel mese di dicembre ed una segnalazione

I CINQUE PIU’VENDUTI PER GLI ADULTI

  • D. Grossman, L’abbraccio, Mondadori;
  • M. Richler, La versione di Barney, Adelphi;
  • P. F. Listri, Grande Dizionario Storico dell’Unità d’Italia, Bonechi;
  • P. Aprile, Terroni, Piemme;
  • G. Imbarcati, Gli avvocati….dovrebbero arrestarli da piccoli, Robin.

……PER I RAGAZZI

  • A. De Saint Exupery, Il piccolo Principe, Bompiani;
  • E. Colon- S. Jacobson, Anne Frank, Rizzoli Lizard;
  • D. Grossman, Ruti vuole dormire, Mondadori;
  • A. Camilleri, Il Naso, L’Espresso;
  • L. Sepulveda, Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, Salani.

ARCADEBOOK SEGNALA: LA DONNA GIUSTA di Sandor Marai.

La cronaca della lenta ma inarrestabile deriva di un matrimonio negli anni del Secondo conflitto mondiale a Budapest, scandita in tre tempi secondo le differenti prospettive dei personaggi coinvolti – lei, lui, l’altra, a ciascuno dei quali è dedicata una sezione -, costituisce l’ordito del romanzo “La donna giusta” di Sandor Marai. A introdurci nelle complesse dinamiche dell’assai incerto mènage matrimoniale è il resoconto che  dello stesso fa  la Moglie, abbandonandosi con un’amica, nella frivola e accogliente atmosfera di una sala da thè, ad  intime confidenze sulla propria “rovinosa” esperienza sentimentale. Dando vita ad un vero e proprio monologo (cui saranno speculari quelli del Marito e, successivamente, della “rivale”e del suo ultimo  amante) che non accorda spazio alcuno, pertanto, alle battute dell’interlocutrice, la Moglie fornisce la propria versione dei fatti. Causa scatenante della rottura la scoperta di un nastro viola nel portafogli del Marito, appartenuto ad una donna da sempre vicina all’uomo e di cui questi, ancor prima del matrimonio, si era perdutamente innamorato, tanto da rimanerne, evidentemente,  ossessionato per sempre. Una passione bruciante (almeno per lui), nata tra le mura della ricca casa paterna in cui la donna, in fuga da un passato d’inimmaginabile indigenza, lavorava come cameriera. Una passione inizialmente combattuta e messa a tacere con il matrimonio dell’uomo, ma che troverà alla fine, sfidando  ogni convenzione, legittimo appagamento per poi avviarsi, però, anch’essa, gradualmente, verso un inesorabile epilogo. Di mera natura economica la motivazione di questo nuovo“naufragio sentimentale” (il furto di capitali che la ex domestica, elevata con il matrimonio, al rango di “Signora”, perpetra per anni ai danni dell’uomo), le cui radici, però, di fatto, affondano nell’abissale distanza che separa lui, il borghese “impassibile, vigile e controllato”, educato per condurre una vita “baciata dal successo, spesa in solenni cerimonie”, da lei, la proletaria priva di mezzi, ignorante ma pervicacemente determinata nella sua ansia di riscatto, nella smaniosa opera di accumulo di beni un tempo  a stento anche solo immaginati, poi resisi all’improvviso disponibili in un’imbarazzante quantità.  E proprio in questa “componente” di aspra critica sociologica ai falsi valori borghesi e alla feroce, talora distruttiva, avidità delle classi meno abbienti va riconosciuto l’altro grande protagonista della vicenda che, sottesa a tutta la narrazione, acquista  toni ancora più sprezzanti ed esacerbati nell’ultima parte del romanzo. L’effetto è, a tratti, di opprimente gravità,  cui, però, salvifici e ristoratori intervengono a sottrarre il lettore alcune preziose massime di saggezza. Come sempre, una fra tutte: “[…]sai com’è …. riesci ad avere davvero qualcosa dai libri solo se sei capace di mettere qualcosa di tuo in ciò che stai leggendo. Voglio dire, solo se ti accosti alla lettura come a un duello, con lo stato d’animo di chi è disposto  a ferire e a essere ferito, a polemizzare, a convincere e a essere convinto, e poi, dopo aver fatto tesoro di quanto hai imparato, lo impiegherai per costruire qualcosa nella vita o nel lavoro….”.

A.F.