Primo Piano »

Dal fumetto criminale a quello sociale, arriva a Cosenza il Festival del Paesaggio

18 settembre 2017 – 10:26 |

Il prossimo week end, dal 22 al 24 settembre, torna il fumetto a Cosenza al Festival del Fumetto Le Strade del Paesaggio, diventato uno degli spazi più interessanti dedicati al fumetto e al suo universo. Promossa da Cluster con la …

Leggi tutto »
Home » attualità, Libri

Male lingue, nel nome di Osso, Mastrosso e Carcagnosso

Scritto da on 31 maggio 2014 – 08:27nessun commento

Narra la leggenda che nel 1400 tre cavalieri, Osso, Mastrosso e Carcagnosso, lasciarono la Spagna, dopo aver lavato con il sangue l’onore della sorella, e si nascosero a Favignana, dove scrissero il codice dell’onorata società dando vita alle tre mafie. E’ il mito fondativo della che rimanda a riti, simboli e codici di comunicazione utilizzati tra affiliati così come all’esterno  per esprimere un’identità e un’appartenenza. Validi ancor oggi, a giudicare dall’ampio saggio dedicato all’argomento da due dei più noti studiosi al mondo di ‘ndrangheta come Nicola Gratteri e Antonio Nicaso che, per l’occasione, hanno coinvolto due linguisti di vaglia, John B. Trumper e Marta Maddaloni. Lo studio si intitola Male lingue. Vecchi e nuovi codici delle mafie,  è uscito di recente con i tipi della casa editrice cosentina Pellegrini, e verrà presentato, dopo l’attesa anteprima al Salone del Libro di Torino, sabato 31 maggio al Sistema Bibliotecario Vibonese.

 

MALE_LINGUE_53610e3c6588eLinguaggio come rappresentazione identitaria di sé stessi e del mondo circostanze. Segni, parole, immagini che unificano, creano legami tra persone e cose, strutturano con principi e caratteri propri un mondo e il suo modo di presentarsi agli altri, traducono regole, sanzioni, riti. E che sanno occultare, al momento opportuno, come spiegano gli autori che attribuiscono al nascondimento e all’identificazione i due elementi essenziali per comprendere la terminologia usata all’interno del discorso mafioso.

 

Il linguaggio, dunque,  usato dall’onorata società come fattore aggregante, elemento di riconoscimento, per accreditarsi e trovare consensi (come spiega Gratteri in questo video). E creare una mitologia, allo stesso tempo, che trova eco nella letteratura, nella musica e al cinema. Codici che marcano la differenza tra chi appartiene alla ‘famiglia’ e gli altri.

Che oggi ondeggiano tra i tradizionali formati (fogli di quaderno, pizzini, ecc.) e la necessità di allinearsi ai nuovi modelli della comunicazione, specchio della stessa evoluzione dei clan, dettata dalla espansione sempre più ampia nel tessuto produttivo, politico, sociale del nostro come di altri paesi, al di qua e al di là dell’Oceano.

 

Ma quel codice degli uomini d’onore scritto sei secoli fa dai tre cavalieri riemerge sempre tra le pieghe. Capita così che la sera della strage, a Duisburg, una delle vittime avesse giurato con il sangue fedeltà alla ‘ndrangheta nel nome di Osso, Mastrosso e Carcagnosso, seguendo uno dei riti di iniziazione più antichi che ci sia.