Primo Piano »

Antonio Ligabue, la tragedia, la visione. Una mostra al Museo del Presente a Rende

5 gennaio 2018 – 11:08 |

Chi non conosce il suo volto scavato, dominato da quegli occhi enormi, che ti osservano da distanze insondabili, immortalato in decine di autoritratti. Chi non conosce la sua vita, che sembra una tragedia greca, un padre mai conosciuto, una madre …

Leggi tutto »
Home » Libri

Mimmo Gangemi al Salone del Libro di Torino

Scritto da on 16 maggio 2011 – 09:19nessun commento

La Calabria a 150 anni dall’Unità. Tra emigrazione e lenta rimozione dell’immutabilità. E’ questo il tema con il quale è stata  inaugurata la kermesse di eventi culturali organizzati dalla Regione Calabria al Salone Internazionale del Libro di Torino.

Protagonista  è Mimmo Gangemi con  il suo ultimo romanzo la Signora di Ellis Island pubblicato da Einaudi.

Secondo il noto critico letterario Alfonso Berardinelli negli ultimi anni è avvenuta una profonda mutazione del romanzo, diventato merce impoverita dalla perdita di consistenza intellettuale. Non è certamente questo il caso de La signora di Ellis Island, opera densa di significati culturali notevolissimi e di grande valore intellettuale.

Il libro percorre la storia di Giuseppe, ventun anni, figlio maggiore di una famiglia contadina dell’Aspromonte,  che, agli inizi del ‘900, lascia tutto quello che ha per attraversare l’oceano, alla ricerca di una nuova vita.

Sbarcato a Ellis Island, non supera le visite di controllo e viene isolato in attesa di essere rispedito indietro. Ma gli appare una signora vestita d’azzurro e con un bimbo in braccio, che gli spalanca le porte dell’America.

Dopo cinque anni di vita nelle miniere e nelle fonderie, Giuseppe torna in Calabria. La convinzione di aver ricevuto un miracolo lo guida per tutta la vita ed in ogni sua decisione, cambiando inaspettatamente le sorti di tutta la famiglia.

“La signora di Ellis Island  – ricorda Gilberto Floriani nella sua introduzione alla presentazione – è stato definito da Curzio Maltese che ha colto appieno il valore del romanzo:  un magnifico viaggio lungo un secolo di storia sociale italiana. Nella scrittura densa dell’autore – ancora Maltese – sospesa tra pietas e ironia, Gangemi racconta una saga familiare che si trasfigura in una grande anti-storia d’Italia, dalla parte degli umili e dei giusti”.

L’idea del romanzo nasce con il ritrovamento di un piccolo diario del nonno dell’autore, contadino che annotava ogni movimento “commerciale” della sua vita nei campi (pagamenti di gabelle, prezzo dell’olio ecc…) fino alla partenza per l’America . Le vicende, collocate in un piccolo paese aspromontano (Santa Caterina), contengono tutte le tragedie del secolo breve, l’emigrazione, le due guerre mondiali, l’avventura coloniale, il fascismo, la ‘ndrangheta, l’inizio del boom economico.

Vicende delineate dall’autore con tocco semplice ma potente.

Mimmo Gangemi, un “raccontatore naturale”, come lo definisce Cesare Martinetti,  Vicedirettore de la Stampa, presente all’incontro al Lingotto (con il quotidiano torinese Gangemi ha iniziato una collaborazione nel gennaio del 2010), che affascina con il suo modo di descrivere la sua terra, la Calabria un mondo mai abbastanza conosciuto se non attraverso stereotipi e luoghi comuni.