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‘Ndrangheta e malaffare in Padania in un libro di Enzo Ciconte

Scritto da on 6 aprile 2012 – 10:48nessun commento

Il caso Belsito imperversa su tutte le prime pagine dei giornali e sulla rete dilaniando la base della Lega oltre che i suoi vertici.

Il tortuoso intreccio tra politica e malaffare svelato dalle indagini sul tesoriere della Lega getta un’ombra anche sui possibili legami con la malavita organizzata, soprattutto con la ‘ndrangheta, che da tempo ha eletto il nord come sede privilegiata dei suoi affari.

Un tema affrontato da Enzo Ciconte nel suo libro ‘Ndrangheta padana, edito da Rubbettino nel 2010.

Ciconte, già deputato del Pci, esponente di spicco della Commissione Parlamentare Antimafia e docente presso l’Università di Roma Tre, profondo conoscitore della malavita calabrese,  in ‘Ndrangheta padana rivela il vero volto delle infiltrazioni mafiose nel mondo della politica e dell’impresa, i dubbi rapporti tra faccendieri e politici ed i frontman dei clan al nord, che hanno creato floride imprese di riciclaggio di denaro sporco e di investimenti nel settore immobiliare e finanziario.

 Dunque la ‘ndrangheta non è un problema unicamente meridionale, un  affare che riguarda solo “i terun” ma , come afferma Ciconte, è diventata  <<  l’unica organizzazione criminale ad avere due sedi, Reggio Calabria e Milano>>.

Perché  la Padania è ormai da decenni divenuta teatro di loschi affari ed intrecci sotto gli occhi di politici ed amministratori locali che, spesso, fingono di non vedere, ridimensionandone la portata.

In realtà le indagini giudiziarie e quelle di cronaca rivelano che la mala calabrese ha il controllo di buona parte del territorio (dalla Emilia alla Lombardia alla Liguria), tira le fila di un impressionante giro di denaro con il quale regola una rete di usura capillarmente diffusa sul territorio; acquista case, alberghi, bar, ristoranti, pizzerie, supermercati, imprese;  è presente nei grandi appalti pubblici, compresi quelli dell’Alta velocità e dell’Expo.

E’ la mafia dei colletti bianchi, degli uomini cerniera, degli insospettabili, degli uomini invisibili. L’autore fa piena luce su questa realtà finora sommersa,  fa nomi e cognomi di politici, imprenditori, professionisti legati a doppio filo alla ‘ndrangheta e che tuttavia continuano a occupare posti di prestigio e di potere in Lombardia e in tutto il Nord.