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I libri più venduti a novembre alla libreria Arcadebook di Catanzaro

Scritto da on 30 novembre 2010 – 03:18nessun commento

La classifica dei libri più venduti ed una segnalazione dalla Libreria Arcadebook di Catanzaro

La top five di novembre….

1.      U. Eco, Il cimitero di Praga, Bompiani;

2.      A. Camilleri, “Il sorriso di Angelica”, Sellerio;

3.      C. Morello- M.Tecce,  “Io ti fotto”, Ponte alle Grazie;

4.      F. Piccolo, “Momenti di trascurabile felicità”,Einaudi;

5.      G. B. Guerri, “Il sangue del sud”, Mondadori.

……. ed un classico della letteratura………

S. MARAI, Le braci, Adelphi, 1998, 38 ed.

Il tema dell’amicizia, scandagliata in tutte le sue pieghe, nel ventaglio completo di emozioni e sentimenti che essa, nel bene e nel male, è in grado di destare, è il fulcro attorno al quale ruota il romanzo capolavoro di Sándor Márai “Le braci”. Essenziale la trama. Dopo quarantun anni di reciproco silenzio, Henrik e Konrad, in passato intimi amici, si ritrovano, ormai al tramonto della propria esistenza, a tirare le fila di un rapporto che, a seguito del tradimento di uno dei due, si era bruscamente interrotto. Figura centrale il vecchio generale Henrik, la cui vita, da tempo ormai cristallizzata in una serie di gesti rituali e di abitudini consolidate, nell’algida atmosfera del solitario maniero di famiglia, incastonato tra i Carpazi, sembra improvvisamente riacquistare nuovo slancio e vigore quando, dopo anni di attesa, si presenta finalmente l’occasione di quel confronto che lui, in particolare, quale vittima del tradimento, ha da sempre cercato e pianificato in tutti i suoi dettagli. Concentrata nell’arco temporale di appena due giornate, l’azione narrativa si svolge, così, alternando alla descrizione dei preparativi che precedono il  fatale incontro, le numerose incursioni nel passato, attraverso flash-back più o meno rapidi che, nel ripercorrere le tappe salienti di un’amicizia nata tra le mura di un severo collegio militare a Vienna, ci mostrano  Henrik e Konrad ora fanciulli, ora adulti. Da una parte il giovane rampollo di una ricca famiglia vicina alla corte imperiale, dall’altra il figlio di una coppia di ben più modesta estrazione. Due mondi distanti, separati da invalicabili barriere e da radicate convenzioni sociali, ma uniti in un vincolo di amicizia inattaccabile, apparentemente, nella sua originaria purezza e intensità. Ben presto, però, su di essa verrà a gravare, sempre più massiccia, l’ombra della gelosia, dell’invidia, del sospetto, della non accettazione di sé e dei propri limiti, spirituali e materiali, in un crescendo di tensione e di suspense che tiene avvinto il lettore dalla prima all’ultima pagina, fino allo scioglimento finale dell’azione, in cui i due uomini sono di nuovo insieme, l’uno contro l’altro, però, questa volta, in una sorta di singolare tenzone d’amore, differita nel tempo  e in assenza, ormai, dell’oggetto del contendere (una donna, naturalmente!), ma non per questo, comunque, meno astiosa o carica di ardente rivalità e di cocente livore. Alla fine, ciò che se ne trae è un senso di profonda amarezza, quella che subentra sempre di fronte alla constatazione del possibile deteriorarsi di qualsiasi rapporto umano, e che solo in parte le parole dell’autore, e l’inoppugnabile verità in esse  contenuta, riescono a stemperare: “Dobbiamo sopportarci quali siamo, il segreto è tutto qui. Sopportare il nostro carattere, la nostra natura di fondo, con tutti i suoi difetti, il suo egoismo e la sua cupidigia [….]Dobbiamo accettare che i nostri sentimenti non siano contraccambiati, che le persone che amiamo non rispondano al nostro amore, o almeno non nel modo che vorremmo. Dobbiamo sopportare il tradimento e l’infedeltà, e soprattutto la cosa che ci riesce più insopportabile: la superiorità intellettuale o morale di un’altra persona”.

A.F.