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#OverTheFortress, l’Europa senza barriere e solidale a Joggi Festival

Scritto da on 16 agosto 2016 – 08:42nessun commento

Torna puntuale come ogni anno Joggi Avant Folk Festival dal 16 al 18 agosto, a Joggi di S. Caterina Albanese (Cs), il festival più indie in circolazione sul territorio calabro (e non solo).

Tema della 19ma edizione: Confini e barriere della fortezza Europa. Il festival aderisce alla campagna di solidarietà attiva di Melting Pot Europa  agli oltre 11.000 campi profughi migrantirifugiati bloccati ad Idomeni nei mesi scorsi e più in generale lungo la Balkan route, chiamata #Over The Fortress. Una occasione per ribadire la nostra solidarietà alle migliaia di uomini, donne e bambini, alla loro tenacia e determinazione, alla loro capacità di autorganizzazione, alla loro dignità, alla voglia di lottare per oltrepassare i confini.

Il Festival conferma l’attenzione alla  canzone d’autore. Dopo Brunori sas, Dimartino, Federico Cimini, quest’anno è la volta di Bobo Rondelli, poeta e musista celebrato  da pubblico e critica che, dopo la consacrazione mediatica  sul grande e piccolo schermo (dal sodalizio con Paolo Virzì – attore in “La prima cosa bella” e “La pazza gioia” e protagonistabobo rondelli nel docufilm “L’uomo che aveva picchiato la testa” – alle partecipazioni su Rai Tre a programmi come “Sostiene Bollani” e “Gazebo”) e dopo lo spettacolo interamente dedicato a Piero Ciampi, celebrato anche da SKY ARTE con un bellissimo docufilm,  torna con un nuovo album Come i Carnevali. Nel disco, scritto in collaborazione con Francesco Bianconi dei Baustelle e gli inseparabili amici/musicisti  Fabio Marchiori e Simone Padovani, Bobo celebra la poesia e la vita, che somiglia sempre più ad un Carnevale, tra liti con la ex, scorrazzate in motorino senza casco con i figli e serate in osteria. C’è il sentito ricordo della madre Nara F., e del padre in Qualche volta sogno, l’amore strampalato ma fortissimo per i figli in Autorizza papà (16 agosto).

Il live di Rondelli è preceduto dal giovane cantautore della spiccata vena blues Buzzy Lao.

Il 17 arrivano i maestri del punk-rock Italiano, i PUNKREAS!, 25 anni sui palchi festeggiati con un nuovo disco che già nel titolo è un programma, Il lato ruvido.  Il disco è figlio di una fase particolarmente fertile per la band. Cippa, Paletta e Noise, accompagnati Foto Punkreas HDdallo storico batterista Gagno e dalla new entry Andrea “Endriù” alla chitarra, mettono a frutto un periodo di ritrovato entusiasmo, già trasmesso l’anno scorso durante il fortunato Paranoia Domestica Tour, realizzando un album che, per ispirazione e impatto, tiene certamente testa ai capolavori del passato della band. Il disco vanta diverse collaborazioni e featuring importanti: Lo Stato Sociale nel brano In Fuga, i Modena City Ramblers nel brano Modena – Milano, Tito Faraci, autore del testo di Picchia più duro e il giovanissimo rapper Shiva, in Va bene così.

In apertura Fabio Cinque accompagnato dalla band CompagniaBella, per presentare il nuovo disco, appena uscito, #ComeSeNonCiFosseUnDomani. Lo spettacolo è un viaggio nel mondo di oggi con sonorità che hanno una matrice rock ma con influenze etniche creando un sound particolarmente innovativo.

Terza e ultima sera dedicata alle “musiche senza frontiere”. Si inizia con Sandro Joyeux artista francese, interprete ironico e scanzonato, avvolgente e coinvolgente, alla maniera dei Griot, che ammalia il pubblico attraverso i suoi suggestivi racconti di viaggio, di storie e leggende, lo prende per mano e lo coinvolge fino a farlo cantare a squarciagola in lingue esotiche e sconosciute. Joyeux dopo aver calcato i palchi di numerosi festival tra cui quello dell’Umbria Folk Fest e di Eutropia e del World refugee day Live di Firenze, è uscito nel 2016 con un nuovo disco Migrant, presentato in anteprima nazionale all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Un disco fatto di impegno sociale a sostegno ai migranti e di nuove canzoni e  sonorità per un live che resta un’iniezione di pura energia. Sandro canta in francese, inglese, arabo e in diversi dialetti africani.

A chiudere la serata gli Skunchiuruti band, una banda proveniente da un piccolo villaggio alle pendici dell’Aspromonte meridionale, Cataforio. Otto elementi che offrono skunchiuruti-band-live-atrad-spazio-tradizioni-00285802-001un repertorio di suonate a ballo, canti tradizionali, passando dalla canzone folk “da bancarella” con l’utilizzo di strumenti della tradizione popolare: chitarra battente, lira, organetto, zampogna, tamburello e una “Tubbiana” (cassa,tamburo,piatti) dai ritmi travolgenti che accompagna il tutto.

Con gli Skunchiuruti band  Joggi Avant Folk riconferma la sua attenzione verso la musica  tradizionale, lontano anni luce dalle logiche da palcoscenico e dai tentativi di riproposizione musicale che impazzano ormai da un decennio in Calabria, “buoni solo per accaparrarsi lauti finanziamenti regionali e alimentare il meccanismo perverso dei folk festival, della salsiccia (senza nulla togliere al panino con la salsiccia) e dei voti“.

Tutte le sere subito dopo i concerti ci sarà ancora tempo per ballare. Il 16 agosto con il dj set Mad Monkey Selecta (Reggay & Ska Vinyl Selection); il 17 Pablo Raster live dub set ed ifine il 18 agosto ancora con dj set Mad Monkey Selecta.

Joggi Avant Folk non è solo musica. Il cartellone prevede, come da tradizione, anche teatro e spazi per imichele d'ignazio 1_6884680467178186535_n più piccoli, incontri, dibattiti e altro ancora.

Il 16 si inizia per i più piccoli e non solo alle 20 lo spettacolo di burattini Spazzolino supposto ladro a cura della Compagnia Aiello.  Mercoledi 17 sempre alle ore 20 è previsto il laboratorio spettacolo  Invito alla lettura: le parole e i sensi a cura dell’associazione culturale ConImieiOcchi. Ultimo giorno, il 18, si terrà lo spettacolo teatrale Danza D’animale, dalla Trilogia della Parola in Corpo di Lara Riccio, con Francesca Lo Giudice e Lara Riccio, spettacolo di teatro -danza sul fenomeno del Tarantismo.

Sul versante  incontri e  dibattiti ricordiamo  la presentazione del libro Pacunaimba. L’avventuroso viaggio di Santo Emanuele di Michele d’Ignazio (Ed. Rizzoli) e l’incontro con l’autore . A seguire, in occasione dei 15 anni dai fatti di Genova, verrà proiettato il documentario Ottopunti di Danilo Monte (Italia, 2013), introdotto da Claudio Metallo, e gli interventi di Antonino Campenni e Vittorio Sacco.

Il 17 presentazione del libro Al palo della morte. Storia di un omicidio in una periferia meticcia di Giuliano Santoro (ed. Alegre), in presenza dell’autore e di Claudio Dionesalvi.

Il 18 agosto  serata clou con iniziative su migranti, Africa e resistenze. Si inizia alle 18 con idomenila proiezione del documentario Redemption son’di Cristina Mantis (Italia, 2015), mentre alle ore 20 si terrà invece l’incontro-dibattito sul tema del Festival,  confini e barriere in Europa, Over the fortress, con Stefano Bleggi (Melting pot Europa), Antonio Pio Lancellotti (Global Project), Enzo Infantino (volontario in missioni umanitarie all’estero), moderato da Mattia Gallo (mediattivista).

Nel corso delle serate sono previste attività di giocoleria,  allestimenti, clownerie. Gran finale  il 18 agosto lungo le vie del centro storico, dove sfileranno i suonatori di Cardeto.

Durante il festival sarà visibile la mostra Cartolina da Idomeni a cura della campagna #Over the Fortress.