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Piccoli editori crescono: Talos edizioni

Scritto da on 21 ottobre 2013 – 17:15nessun commento

Anche nell’editoria il 2012 sarà ricordato come anno terribile. Il mercato dei libri perde infatti oltre l’8%, con una forte contrazione dei canali tradizionali di vendita e delle tirature. L’offerta libraria invece aumenta, seppur di poco, e si diversifica, soprattutto nel campo del digitale, con un 64% di nuovi titoli e nuovi lettori. Crescono anche le case editrici, 5.074 nel 2012, il 3% in più rispetto all’anno precedente, di cui solo però un quinto arriva a 10 titoli e ad una presenza stabile sul mercato Con differenze ancora abissali tra  Nord e Sud, tra regioni come il Trentino o la Lombardia e la Calabria.

 

Nella regione infatti, delle 32 case editrici esistenti nel 2007 ne sopravvivono 27, con una produzione di appena 180 titoli nell’ultimo anno, soprattutto destinati al pubblico adulto. Cresce tuttavia il numero di lettori, arrivati al 34,6%,  5 punti in più dal 2007, ma siano ancora lontani dalla media nazionale che si aggira intorno al 46% (con picchi del 56% in Trentino e Val d’Aosta).

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Abbiamo pensato a fare un viaggio in questa realtà  estremamente sfaccettata. La prima tappa tocca una casa editrice giovanissima, intanto perchè è nata appena nel gennaio di quest’anno, e poi per l’età  dei suoi fondatori, Osvaldo Tartaro e Roberta Lagoteta, entrambi appena trentenni. Stiamo parlando di Talos edizioni, sede –e cuore- a Castrolibero e spirito nomade.

 

Le parole d’ordine scelte da Osvaldo e Roberta sono: valore sociale della cultura, impegno, qualità, privilegiata alla velocità “in un periodo storico che dà poco spazio alla creatività”, fare rete.

 

Valori come la diffusione e la pubblica fruizione della cultura, cultura di qualità –spiegano- e la fantasia, da impiegare con tenacia come strumento creativo, risultano tristemente anacronistici. O almeno… questo ci è stato fatto credere: inseguire il profitto, scavalcare in scorrette competizioni gli avversari, razionalizzare freddamente per carpire i propri obbiettivi sembrano le nuove leggi imperanti. Dimentichiamo, a volte, tutti noi (e siamo in tanti) che non ci riconosciamo in uno stile di vita tutto piegato alla rincorsa al profitto immediato, che le nostre risorse sono la costanza, l’impegno, la dedizione amorevole e senza sosta, lo studio, la curiosità e l’onestà. E un’altra realtà è non solo possibile, ma preferibile e conquistabile.

 

Cosa significa oggi creare una casa editrice in una terra in cui i livelli di lettura e i consumi letterari sono tra i più bassi in assoluto?

 

Hai ragione, ma non mancano neanche contesti, come nelle nostre città di provenienza (Cosenza e Lamezia), in cui esiste un substrato ricco di potenzialità, vivace e intriso di tradizioni e incontaminati valori. E non dimentichiamo che la nostra terra fu cuore fiorente  della Magna Graecia. Ciò che manca sono le occasioni per emergere, per crescere, per incontrarsi cercando di costruire, di lottare. Le occasioni che non vengono offerte vanno cercate, ciò di cui lamentiamo l’assenza va creato. Iniziare è bene, insistere è la chiave.

 

Frankfurter Buchmesse 2012, Frankfurt Book Fair 2012

A Francoforte si è appena conclusa la Bukmesse ma anche in Italia negli ultimi anni stiamo assistendo ad una moltiplicazione di fiere, festival, eventi che celebrano il libro e ciò che gli gira intorno. Ma servono veramente alla cultura e a migliorare i rapporti tra editori e lettori?

 

Non tutti i festival avvicinano gli editori agli autori, ma di sicuro avvicinano i lettori ai libri, al loro acquisto o comunque al mondo dell’editoria in genere. Nel nostro piccolo, cerchiamo di creare una rete, non solo tra i nostri autori, ma anche tra autori e librai, associazioni, caffè letterari, ecc. Laddove i giganti editoriali sbarrano il passaggio, la collaborazione fra numerose piccole realtà diventa un braccio forte per farsi avanti. Nel mese di ottobre, ad esempio, abbiamo partecipato attivamente ad un’importante iniziativa in cui il comune di Milano ha coinvolto il suo intero territorio nella lotta al dramma quotidiano della violenza sulle donne. In tutte le 25 biblioteche della metropoli ambrosiana dal 14 settembre al 27 ottobre sono state organizzate mostre, presentazioni di libri (noi siamo stati presenti il 16 ed il 17 ottobre), film, spettacoli e incontri per discutere del tema.

 

In tanti affermano che l’editoria digitale stia distruggendo il libro ed il suo mondo. Io non penso che sia così. Anzi, sono diversi i progetti –ad es. quelli che puntano sulla vendita contestuale del libro cartaceo e di quello digitale- che  dimostrano proprio il contrario. Voi che ne pensate

Il libro digitale, per quanto di agevole consultazione e pratico poiché “non occupa spazio”, non potrà mai sostituire il cartaceo. Non siamo chiusi al progresso e agli strumenti informatici, anzi ci avvaliamo di internet e dei supporti elettronici per lavorare, per comunicare, per farci conoscere, però difendiamo l’immenso valore del libro.  Alda Merini diceva: <<A tutti i giovani io raccomando: aprite i libri con religione; non guardateli superficialmente, perché in essi è racchiuso il coraggio dei nostri padri>>. Libri fatti di pagine, profumi, colori, che hanno una consistenza e un peso propri, quei libri possiamo aprire con religione, o stipare in un angolo a prender polvere, maltrattare, sgualcire e sottolineare, accarezzare, tra le loro pagine possiamo nascondere un fiore. Ai libri è affidato il passato, ai libri affidiamo il futuro.