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18 settembre 2017 – 10:26 |

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Premio Letterario Tropea : commenta e condividi la tua recensione dei libri finalisti

Scritto da on 3 luglio 2011 – 13:30nessun commento

Altri due commenti di Maria Franco,  tratti dai post del suo blog  Conchiglie, sugli altri due libri ( La nota segreta di Marta Morazzoni e I Traditori di Giancarlo De Cataldo) che compongono  la terna dei libri finalisti del Premio Tropea 2011. Commenta e condividi con i lettori di Linking Calabria il tuo giudizio sui tre libri finalisti del Premio Tropea.

Gran bel libro, questo La nota segreta, edito da Longanesi, in cui Marta Morazzoni riprende la vicenda reale di Paola Teresa Pietra con “tutte le libertà dell’invenzione e delle suggestioni che il personaggio mi ha offerto”. Un romanzo storico, capace di tratteggiare uomini e donne di chiesa e, insieme, del potere politico e civile (il viceré milanese, il doge veneziano). La nota segreta, di respiro e stile manzoniani, trova i suoi punti di forza, soprattutto, in una lingua distesa e fluente, di rotonda ampiezza e nello sguardo “discreto” dell’autore, che si affaccia qui e là tra le pagine, personaggio tra i personaggi, e allarga l’obiettivo su alcuni momenti, e, in altri, salta passaggi, o rimane fuori da una camera chiusa. Leggi tutto

 

Sul numero 5/2010 de Il Mulino, lo storico Paolo Pombeni esprime forti riserve su I traditori di De Cataldo in quanto romanzo storico (leggi il commento sul blog di Maria Franco). Condivido pienamente il giudizio di Paolo Pombeni dal punto di vista storico e, più di lui, ho riserve sul valore letterario del testo.

Non ho mai fatto, sul blog, una recensione in negativo. Essendo non un critico di professione, ma una lettrice semplice mi è parso più opportuno sottolineare soltanto i libri che, in grado diverso e per diversi motivi, mi sono sembrati, mi sembrano, belli.

Ma, in un paese che ha ormai solo nove cattedre universitarie di Storia del Risorgimento e un numero minimo di studenti e laureati in Storia contemporanea (cfr. inchiesta di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella su Il Corriere della sera dell’1 maggio 2010), considero davvero discutibile che un autore di successo, per altro sceneggiatore con Martone di Noi credevamo, film di ben altro spessore, faccia passare le quasi seicento pagine del suo feuilleton a grana grossa per un romanzo storico, anzi per qualcosa che svelerebbe il “vero” e “buio” Risorgimento. Leggi tutto