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Libri. Luigi Settembrini, autobiografia di un cospiratore

Scritto da on 6 gennaio 2012 – 07:37nessun commento

 

L’editrice catanzarese La Rondine, per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia, rende omaggio alla figura di Luigi Settembrini, intellettuale, scrittore, critico letterario e patriota risorgimentale, dando alle stampe l’edizione integrale dell’autobiografia Ricordanze della mia vita, pubblicata nel 1879-80 con la prefazione di Francesco De Sanctis e le “note ad uso del popolo e delle scuole” a cura di Ettore Fabietti.

Napoletano, rampollo di una famiglia di liberali e patrioti, Settembrini trascorse alcuni anni a Catanzaro, dove si divise tra l’insegnamento, nel Liceo Pasquale Galluppi, e l’attività politica tra i mazziniani.

E’ la passione per la politica, soprattutto, che detta le scelte di buona parte sua vita, trascorsa tra il carcere, l’esilio, prima a Malta e poi in Inghilterra, e la partecipazione attiva al dibattito culturale e politico dell’epoca.

Condannato a morte, condanna tramutata in ergastolo,  deportato con Poerio, Spaventa, Schiavoni ed altri 60 patrioti negli Stati Uniti, nel corso del viaggio venne liberato con uno stratagemma dal figlio Raffaele che riuscì a dirottare la nave verso l’Inghilterra, dove Settembrini si rifugiò per tornare in Italia solo dopo l’unificazione.

Nelle Ricordanze, tra ricordi, lettere (le più belle, quelle alla amata moglie Gigia), poesie, diari, arringhe tenute a difesa propria e dei compagni dinanzi ai tribunali del regno, si dipana la vita di questo intellettuale <<franco ed onesto>>, come si dipingeva egli stesso, di questo uomo mite, fine studioso di filosofia e letteratura, cui toccò in sorte una vita da cospiratore, che accettò le persecuzioni, la fame, la reclusione e l’esilio in nome della libertà e della coerenza.

<<Nel mondo non vi sono altri che due soli partiti, gli uomini onesti, ed i birbanti. Io mi sono sforzato sempre di appartenere agli onesti, e non mi son brigato mai dei nomi, perché ho veduto molte opere nefande commesse da uomini detti o realisti, o liberali, o assolutisti, o repubblicani, o costituzionali. Io amo la libertà, la quale per me significa l’esercizio dei propri diritti senza offendere nessuno, significa giustizia severa, significa ordine, significa rispetto ed obbedienza alle leggi ed alle autorità. Questa libertà io amo caldamente, questa è la libertà desiderata dagli uomini onesti: e se amarla è delitto, mi confesso reo, e ne accetto la pena. Per ottenere questa libertà io desidero un governo con leggi giuste, e rigorosamente osservate da tutti senza distinzione: a questo governo date il nome che volete, che poco m’importa; ma leggi e non arbitrio, leggi e non partiti….. Dappoiché la vera cancrena che divora questo paese, la vera cagione che ha prodotti e produrrà tutti i nostri mali infiniti è appunto il non osservare alcuna legge>>.

Parole scritte nel 1849 ma quanto mai attuali.