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Ritornano i Quattro Quartetti di Eliot nella voce e nelle musiche di Emidio Clementi e Corrado Nuccini

Scritto da on 28 luglio 2017 – 09:21nessun commento

In my beginning is my end / in my end is my beginning (Nel mio principio è la mia fine / nella mia fine è il mio principio). Con questo verso Thomas Eliot aveva scelto di aprire e chiudere East Cocker, il secondo dei Four Quartets (Quattro Quartetti), uno dei capisaldi della letteratura del Novecento. Scritti tra il 1935 e il 1942 Burnt Norton, East Coker, Dry Salvages e Little Gidding sono un viaggio nel tempo e nello spazio e nel pensiero filosofico e spirituale tra Occidente e Oriente.

 

Nella densa lirica dei Quartetti, costruiti come una composizione musicale, i temi si rincorrono, per eliotessere riproposti in momenti e stili diversi, in una rete fittissima di allegorie e immagini non sempre facilmente decifrabili, sottolineati da recitativi e movimenti contrappuntistici e da picchi di intenso lirismo. Contemporaneo di James Joyce, Ezra Pound, Virginia Woolf, Eliot vive in quell’arco temporale tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale estremamente prolifico, generatore di linguaggi nuovi e inediti, di una letteratura che aveva troncato con decisione con modelli e forme precedenti per aprire le porte a spazi inesplorati.

E’ un mondo vuoto e desolato, privo di senso, abbandonato dal mito, quello in cui vive e opera il poeta, che ne registra sommovimenti e fratture in The Waste Land, il suo capolavoro, per ritrovare armonia e senso nei Quartetti. Tensione verso il divino e verso la parola che si fa profezia e Verbo percorrono l’intera opera, pervasa da figure e visioni che si rivolgono alla interiorità più che alla ragione, che si muovono nel buio per riemergere alla fine alla luce della rinascita.

Il tempo presente e il tempo passato
sono forse entrambi presenti nel tempo futuro,
e il tempo futuro è contenuto nel tempo passato.
Se tutto il tempo è eternamente presente
tutto il tempo è irredimibile.

Emidio Clementi e Corrado Nuccini riprendono il filo di un discorso iniziato con La ragione delle clementimani e Notturno americano, che si muove su e attorno il testo letterario per valorizzarne sfumature e nuances spesso celate tra le pieghe del linguaggio e ci riprovano proprio con i Quattro Quartetti, a 75 anni dalla edizione definitiva, lavorando soprattutto sull’elemento ritmico del linguaggio di Eliot, che spicca in tutta la sua luce adamantina all’interno di tappeto sonoro composto per l’occasione che mixa musica ambient con suggestioni etniche e improvvise impennate chitarristiche.

Ne è venuto fuori un disco (42 Records) ed un tour che li ha portati in questi mesi a calcare i palchi di tutta Italia per approdare in Calabria il 30 luglio a Cropani al Festival di Letteratura Parole erranti e il giorno successivo, 31 luglio, in un house concert organizzato dall’Associazione Fata Morgana in una location –non svelata- che, a partire dal tramonto, grazie all’apertura di Kim Ree Heena, assicura   emozioni ad alto tasso di intensità.

Per arrivare dove voi siete, per andar via da dove non siete,
Dovete fare una strada nella quale non c’è estasi.
Per arrivare a ciò che non sapete
Dovete fare una strada che è quella dell’ignoranza.
Per possedere ciò che non possedete
dovete fare la strada della privazione.

Non hanno bisogno di presentazioni Emidio Clementi, che ha attraversato da protagonista gli ultimi tre decenni di musica italiana con i Massimo Volume e poi con El Muniria e Sorge, ideatore di uno stile vocale inconfondibile che molto deve alla tradizione beat americana, né Corrado Nuccini uno dei fondatori dei Giardini di Mirò, vera e propria colonna della musica indipendente italiana, molto apprezzata anche al di fuori dei confini nazionali.

 

Info sulla pagina Fb di Parole erranti https://www.facebook.com/Parole-erranti-festivaletteratura-1057342017628045/

Per avere ulteriori notizie e per richiedere di partecipare all’house concert del 31 inviare una mail a: fatamorgana.associazione@gmail.com.

 

 

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