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Shahrazad non abita più qui: Joumana Haddad sabato a Catanzaro

Scritto da on 26 febbraio 2015 – 10:41nessun commento

E’ tra i quaranta scrittori arabi under 40 più importanti del momento. Ha vinto svariati premi, tra i quali quello come migliore giornalista arabo, ha pubblicato saggi, romanzi e poesie, tradotti in diverse lingue,  creato una rivista unica nel suo genere, Jasad, che parla del corpo in tutte le sue rappresentazioni sociali e culturali, e nel 2014 è stata inclusa tra le donne arabe più influenti nel mondo. Si chiama Joumana Haddad, di mestiere fa la giornalista e la scrittrice,  e sabato 28 febbraio (ore 17.30)  porterà le sue poesie e il suo impegno per la libertà delle donne arabe,  noti a qualsiasi latitudine, anche a Catanzaro (Palazzo De Nobili, sede del Comune), ospite di Cultura No Stop, delle Donne della Differenza e di Città Vicine, per il quarto appuntamento de La Poesia in città.

 

houmana haddad wikiLibanese, esponente di primo piano di un mondo arabo illuminato, laico e multiculturale, purtroppo ancora poco conosciuto in Occidente, la Haddad ha al suo attivo diverse opere, tra le quali  Adrenalina (Ed. Del Leone), Il ritorno di Lilith (L’Asino d’Oro), Ho ucciso Shahrazad. Confessioni di una donna araba arrabbiata, Superman è arabo. Su Dio, il matrimonio, il machismo e altre invenzioni disastrose (Mondadori),  tradotte anche in italiano, nelle quali denuncia cosa significhi essere donna in una società in cui oscurantismo, ipocrisie e pregiudizi  tengono ancora sotto scacco l’ “altra metà del cielo”, narra il suo percorso di crescita, le conquiste di una intellettuale ‘scomoda’, che ha scelto di rimanere nel suo Paese e di parlare con voce alta e chiara,  senza temere il giudizio e l’anatema degli imam. Pagando spesso un prezzo altissimo per le proprie posizioni.

 

Io sono nata e cresciuta in un Paese abitato da gente di tutte le religioni -sunniti, sciti, drusi, cattolici, ortodossi eccetera. Un Paese in cui diciotto differenti comunità religiose condividono (in una indifferenza salutare, almeno fino al 1975), questo microscopico spazio geografico, politico e sociale, E ho imparato molto presto, a non sfoggiare le mie convinzioni come fossero verità assolute e definitive, applicabili a tutti…Ho imparato inoltre che la libertà d’espressione è diversa dalla libertà d’offendere, e che il “politicamente corretto” e il “decentemente corretto” non sono la stessa cosa. Per avere dobbiamo dare. Basta quindi con l’esibizionismo/voyerismo religioso, in tutte le sue forma. Pregare dovrebbe essere come fare l’amore: una questione privata. Tutti parlano di oscenità sessuale, ma quasi nessuno parla di oscenità religiosa… Io sogno un mondo laico, incontaminato, in cui venga riservato lo stesso trattamento a chi trasforma le proprie convinzioni religiose in un carnevale.

 

Per saperne di più leggi l’articolo del nostro editor Anna Puleo su http://www.annapuleo.com/joumana-haddad-donna-araba-poeta/