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30 ottobre 2017 – 10:59 |

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Storie dalla Grande Guerra

Scritto da on 11 dicembre 2011 – 06:39nessun commento

 

Sono stati presentati a Catanzaro nei giorni scorsi due libri dedicati alla prima guerra mondiale.

Il primo, Eroi Italiani, frutto di una ricerca realizzata dall’Associazione Calabria in Armi presso archivi, uffici anagrafici, famiglie,  raccoglie  documenti ufficiali, lettere e fotografie che riguardano  73 studenti del Liceo Classico Pasquale Galluppi di Catanzaro, provenienti da diversi paesi della Calabria, morti nella Grande Guerra.

73 giovani che abbandonarono le famiglie, gli studi,  l’attività professionale per essere fagocitati da una guerra che ne distrusse sogni ed ideali, liquefatti nel gelo e nel fango delle trincee, dall’incompetenza degli alti comandi,  che mandarono al massacro interi battaglioni, dalla crudeltà delle decimazioni.

La Calabria ha pagato un tributo di sangue altissimo con episodi di enorme coraggio e generosità, che hanno visto protagonisti, tra gli altri, gli uomini della Brigata Catanzaro, una delle unità più sfruttate in prima linea e negli assalti sul Carso e tra le più valorose, tanto da guadagnare persino gli apprezzamenti degli austriaci.

Alla Grande Guerra e ad alcuni episodi poco gloriosi che videro protagonista proprio gli uomini della Brigata Catanzaro è dedicato anche La Decimazione, opera di esordio di Enzo Santoro, catanzarese,  studioso di storia militare.

Ambientato tra la Catanzaro dei primi anni del XX secolo e gli altipiani del Carso, il libro narra la vicenda di Stefano, uno dei tanti giovani che si arruolarono come volontari, infarciti di idee mazziniane ed irredentiste, spinti dal culto della Patria e dal desiderio di arginare il militarismo teutonico, che si scontrarono da subito con la stupidità e gli orrori della guerra.

I sogni di gloria di Stefano evaporano ben presto nei turni estenuanti nelle trincee, tra sporcizia, gelo e fango, in attesa dell’ordine di attacco, nella progressiva consapevolezza della stupidità e della grettezza dei superiori e della ferocia delle pene comminate ai soldati . Pene come la decimazione che puniva interi plotoni  per l’ insubordinazione o la codardia di pochi con l’ uccisione di un militare ogni dieci,  evitando in tal modo di passare per le armi tutta la compagnia.

Il romanzo ripercorre anche uno dei più orribili episodi della guerra, la decimazione che colpì proprio la Brigata Catanzaro nel maggio 1916, a seguito dell’ammutinamento di 120 uomini, in cui perirono 12 soldati privi non solo di qualsiasi responsabilità ma anche della possibilità di avere un giusto processo .

Stefano, pur non condividendo le determinazioni degli alti gradi, obbedisce all’ ordine di guidare il plotone di esecuzione anche se uno degli uomini scelti è l’amico fraterno Giovanni, uno dei pochi ad  avere tentato di placare la rivolta.

Al rientro a casa non resta più nulla, né sogni né speranze, ma un silenzio assordante, che copre anche gli atti di coraggio, di amicizia e solidarietà dei singoli, ed il desiderio di dimenticare.

La Grande Guerra ha ispirato  pagine intensissime della nostra letteratura da Corrado Alvaro (Vent’anni) a Riccardo Bacchelli (Oggi, domani e mai), Gianni Stuparich (Giorni di guerra), Emilio Lussu (Un anno sull’altipiano), Paolo Monelli (Le scarpe al sole), senza dimenticare un autentico capolavoro che è Addio alle armi di Ernest Hemingway, che meritano di essere diffuse soprattutto nelle scuole.

Per non dimenticare.