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Un libro al mese, anzi tre: vivere sotto l’impero della ‘ndrangheta

Scritto da on 20 marzo 2013 – 18:41nessun commento

Un libro al mese a marzo si fa in…. tre per proporre altrettanti libri su ‘ndrangheta e dintorni.

 

tizian-LA-NOSTRA-GUERRA-NON-E-MAI-FINITAIl primo libro, fresco di stampa, La nostra guerra non è mai finita (Mondadori, 2013),  l’ha scritto uno che la guerra la vive ogni giorno. Si chiama Giovanni Tizian, fa il giornalista e da tempo vive sotto scorta dopo che la ‘ndrangheta lo ha minacciato di morte per i suoi reportage.

 

Tizian parte dalla sua storia familiare, dalla morte del padre, in Calabria –un omicidio rimasto impunito- al trasferimento forzato in Emilia al rientro a Locri, da adulto, per cercare di dipanare il bandolo di una matassa  aggrovigliata, fatta di indizi mai presi in esame dagli inquirenti ma, soprattutto, dal silenzio tombale di una società ripiegata su sé stessa, incapace di una riflessione profonda sulla propria condizione, fino alla decisione di prendere taccuino e penna per descrivere l’ascesa della malavita organizzata al Nord, i nuovi traffici, le joint ventures con il mondo della politica.

 

Tizian, 30 anni, si divide tra l’attività di giornalista -lavora per la Gazzetta di Modena, Linkiesta.it, Lettera43.it, Narcomafie, Repubblica e L’Espresso– e l’impegno civile e sociale con l’associazione daSud. Nel 2012 ha vinto il Premio Enzo Biagi.

 

Anche le donne descritte da Francesca Chirico in  Io Parlo (Castelvecchi, 2013) non intendono tacere, infrangendo il silenzio e gli stereotipi di una società che li vuole zitte, chiuse nel loro ruolo di mogli, madri, figlie, chiamate a custodire e preservare regole ferree e non negoziabili, dettate da altri.io parlo

 

«Sono “buttane”, ma soprattutto pazze, depresse e instabili le donne che parlano e che, parlando, disturbano la ’ndrangheta e imbarazzano la società», fino a pagare con la vita, scrive la Chirico, giornalista, autrice di Arance insanguinate, Radici/Rosarno, Arrovescio.

 

Io parlo raccoglie e ricostruisce le loro storie, ripercorrendo, dai sequestri di persona e dalle faide degli anni Ottanta alle più recenti inchieste anti ’ndrangheta, gli ultimi trent’anni di storia criminale calabrese.  Come in una via crucis Io Parlo segue le vite, spesso dimenticate,  di tante donne come Rossella Casini, uccisa nel 1981 considerata «infame» perché aveva spinto alla collaborazione il fidanzato, coinvolto in una faida, come Lea Garofalo, Maria Concetta Cacciola e Giusy Pesce, donne di ’ndrangheta diventate nemiche di «famiglia» per avere tentato di cambiare un destino apparentemente già scritto.

 

Un tour in mondo di ordinaria follia, in cui un bambino che sta giocando a calcio con gli amici viene colpito ‘per sbaglio’ nel corso di una resa dei conti o che edifica case, scuole, edifici pubblici su e con scorie di amianto, è quello compiuto da Biagio Simonetta in Faide. L’impero della ‘ndrangheta (Cairo, 2011). Una denuncia che vuole giungere forte e chiara, perché <<in Calabria sminuire il male è una maledetta abitudine. Neanche davanti alla realtà più crudele le anime di questo posto si scuotono>>.Faide-Biagio-Simonetta-214x300

 

Ha scritto Roberto Saviano qualche giorno fa su Repubblica, a proposito del libro di Tizian, <<La nostra guerra non finirà mai, ho pensato, leggendo questo libro. E l’ho pensato soprattutto se il prossimo governo, qualunque esso sia, in qualunque modo verrà formato, non affronterà come problema prioritario la lotta alle mafie nel nord Italia. Perché quella normalità che Tizian invoca e che le mafie ci hanno tolto, non appartiene solo a noi scortati, protetti, minacciati, ma anche e soprattutto a questo Paese che non ci consente di vivere come uomini liberi. Responsabilità delle organizzazioni criminali, certo, ma anche del sistema che le alimenta. Che le nutre. Che non le blocca. Che consente loro di continuare a crescere, indisturbate. La lotta alle mafie non è un corollario, una battaglia secondaria rispetto alle priorità economiche, ma l’unico modo perché il nostro sia un paese realmente democratico >>.

 

Appunto, un paese democratico.