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Yes We call, storie di ordinaria follia in un call center. Il booktrailer

Scritto da on 26 febbraio 2013 – 18:20nessun commento

Lui si chiama Gabriele Fabiani, calabrese di Castiglione cosentino, ed è  il giovanissimo autore di  quello che potrebbe diventare il caso letterario dei prossimi mesi, Yes We call. Vita di un operatore di call center, edito da Periferie, un viaggio nel girone infernale dei call center.

yes we call_nStorie vere, amare e dolenti, di un’umanità quanto mai variegata, di giovani e giovanissimi, ma anche di over  ‘anta che hanno trovato nel call center l’unico sbocco lavorativo in una regione in cui il lavoro è sempre più un pallido miraggio, in assenza di politiche di medio e lungo periodo, in grado di guardare ad orizzonti più ampi del consueto balbettio su start-up e dintorni.

 

Tra un contratto di abbonamento telefonico,  l’offerta di nuove tariffe elettriche ed un sondaggio trascorrono le giornate –uguali l’una all’altra- di centinaia di persone impiegate in questi incubatori di servizi.

 

Sono loro i nuovi invisibili. Senza tutele, senza occasioni di crescita professionale, in balia di imprese piccole e grandi che lucrano sulla pelle altrui.

 

Il protagonista di Yes We call si confessa, riflette e fa riflettere, conduce il lettore all’interno delle nuove catene di montaggio dei nostri tempi, tra box  in vetro e plexigras lucenti, tra computer e cuffiette, tra operatori, in gran parte laureati -in lettere, giurisprudenza, ingegneria-, eterni precari costretti a lavorare  a tre euro lordi l’ora, ben che vada.

 

 

 

 

<<Nelle pagine di Yes We Call c’è una verità che farà male – ci dice Gabriele-. Quella di un mondo di confusione, caos, che finge di essere regolato e invece non lo è. Ho voluto portare alla luce gli stati d’animo di chi lavora nei call center, manovalanza a basso costo, senza contratti nè garanzie nè diritti>>.

 

Il call center come specchio della società, delle attuali condizioni in cui si dibatte il mercato del lavoro, sempre più alienante e precario, nell’assenza totale dello Stato.

 

Una storia che Gabriele ha voluto raccontare con forza e determinazione per denunciare ciò che accade oltre la porta, <<un’opposizione ferma ad sistema squallido e precario che cerca di schiavizzare ed intrappolare migliaia di giovani in un limbo senza uscita. Ma Yes We Call è anche la via d’uscita da questo tunnel>>.