Primo Piano »

Andrea Cefaly jr alla scuola di Casorati in mostra a Catanzaro

30 ottobre 2017 – 10:59 |

E’ una mattina tersa e luminosa inusuale per l’inverno torinese quella in cui si incontrano per la prima volta il pittore affermato, amico di Casella e Gobetti, e il giovane arrivato dalla Calabria che ha fatto dell’arte il suo unico …

Leggi tutto »
Home » Musica, Video

A noi (ci) piace il rock

Scritto da on 4 gennaio 2016 – 10:00nessun commento

Non sappiamo cosa provarono gli abitanti di Bethel quando videro arrivare centinaia di migliaia di giovani che si dirigevano in un unico compatto serpentone verso la collina che si ergeva alle sue spalle , mentre la Route 17 era bloccata da un gigantesco ingorgo. Possiamo immaginare tuttavia cosa pensassero di quella marea umana che si abbracciava, si amava, faceva il bagno, mangiava e dormiva, cantava, si avvoltolava nel fango, consumava marijuana, LSD ed eroina, e che in quei giorni di mezzo agosto contribuì a creare il più grande evento che la storia della musica ricordi, Woodstock.

 

In uno spazio e in un tempo magicamente sospesi si avvicendarono sul palco, preceduti da Richie Jimmy Hendrix_Diltz_1Havens, Joan Baez, Arlo Guthrie, Ravi Shankar, Joe Cocker, Santana, The Who, Janis Joplin, Jefferson Airplane, Crosby, Stills Nash&Joung, Greatiful Dead, tanto per fare qualche nome. Tre giorni di musica e pace, che incoronarono definitivamente leggende della musica e brani memorabili, nei quali crebbe l’idea che un altro mondo è possibile. Uno spartiacque tra due generazioni, tra modi diversi di fare musica, approdo della visione kennedyana e dei movimenti studenteschi che l’anno prima avevano infiammato gli States. Punto di non ritorno.

Da qui parte Antonio Ludovico per le sue trentuno storie rock, riunite sotto il titolo Protagonisti imperfetti (Altromondo, 2015). E non poteva essere diversamente. E non solo perché quei giorni hanno cambiato radicalmente la storia della musica negli ultimi decenni ma anche perché ogni musicista rock che si rispetti, che abbia calcato o meno quel palco, ha la sua Woodstock nel cuore.

 

woodstockDopo il racconto lungo Siamo sole e la raccolta A voce bassa, l’avvocato catanzarese con il pallino per la scrittura, si rivolge alla sua passione di sempre, la musica rock, che racconta attraverso le storie, curiose, eccentriche, fantastiche, in alcuni casi, drammatiche, dolorose, eccessive in altri, di chi si è fatto sommergere dall’onda montante di una musica che ha segnato profondamente il secolo scorso e continua inesorabilmente a proiettarsi nel terzo millennio. Emergono pagina dopo pagina i volti di personaggi noti e meno noti, di cui sono ripercorsi successi e insuccessi, carriere e leggende metropolitane, ma soprattutto quel camminare nel mondo come su un filo teso, a centinaia di metri d’altezza, sul vuoto. Quell’attraversare territori oscuri della propria mente facendo della musica il proprio salvacondotto o lasciandole il compito di aprire salvifiche vie di fuga, di ricomporre gli squarci dell’anima.

 

Scorrono, come su uno schermo, le storie di Richard Sinclair, Grace Slick, Danny Lane, Jaco Pastorius, Lowell George, Nick Drake, mentre sullo sfondo echeggiano le note di Go Now , Somebody To Love, Wooden Ships, Feelin’ Alright.

 

Protagonisti imperfetti non è tuttavia una collezione di fatti e aneddoti, alla ricerca della storia ad effetto, di vicende inedite, degli eccessi e delle follie di cui la vulgata comune vuole sia tempestata la via delle stelle del firmamento rock, strada già ampiamente sondata in lungo e in largo in altri saggi, quanto e piuttosto una immersione tra le pieghe e gli anfratti di vite che hanno fatto dell’eccedenza il proprio statuto esistenziale, il proprio modo originale di stare al mondo e di abitarlo. Colmandolo di doni preziosi e ineguagliabili.

 

Come quelli elargiti una domenica di agosto di 46 anni fa in cui Roger Daltrey dei Who cominciò a intonare See me, feel me mentre il tenue bagliore dell’ alba si levava sulle colline di Bethel, illuminando gli uomini e le donne che per giorni e notti sono stati protagonisti di un autentico miracolo e delle milioni di persone che nel mondo ogni giorno contribuiscono a perpetuarlo.