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Alessio Calivi, l’uomo che cammina sui pezzi di vetro

Scritto da on 24 giugno 2014 – 17:27nessun commento

E’ una storia che parte da lontano. Anni ’80 a Taurianova (Rc): il sole, la grande montagna alle spalle, davanti il mare, un blocco su cui scrivere parole su parole, che diventano testi da vestire di note. L’incontro con anime gemelle, che sentono la musica nello stesso modo. Poi il trasferimento a Milano, un mondo nuovo che si schiude, storie, idee, artisti. Così, per Alessio Calivi arrivano le collaborazioni importanti e poi, nel 2010, l’esordio con il primo disco da solista, Forme e stati. Ottime recensioni e l’ attesa per la seconda prova. Che arriva qualche mese fa con Sirene, vetri, urla e paperelle.

 

Alessio CaliviUna produzione totalmente made in Calabria. Calabresi gli artisti, oltre a Calivi ci sono Davide Furfaro alle chitarre, Pasquale Rao alla batteria e Salvatore Crucitta al basso. Calabrese la produzione, dello stesso Calivi e di Artigianalsound Records, studio di registrazione di Taurianova (Reggio Calabria), una delle realtà più attive nel panorama musicale di casa nostra, dove si muovono diversi talenti, che hanno animato e continuano ad animare il rock di casa nostra, e non solo, da Captain Quentin, a Nino Martino a Prospettive di Gioia sulla Luna.

 

E’ un tempo claustrofobico e senza vie d’uscita quello descritto da Calivi, di disorientamenti e paure, di normale follia e falsità, di tentativi, ogni volta frustrati, di allacciare rapporti autentici, di incontrare l’amore (Jorge & Sheis), di guardare la realtà con occhi ben aperti, di seguire la strada della verità.

 

E poi la voglia di sollevarsi, verso (e oltre) quel tetto di nuvole troppo basse e di ballare (Bucolico post-industriale). Seguendo il ritmo ossessivo e liberatorio della musica, per urlare contro chi si arrende cedendo “ogni singola, timida e debole dignità” (Tutto bene, da cui è stato tratto il bel video di Giuseppe Tigani), contro chi finge di non vedere l’universo di miseria e solitudine che ti gira attorno (Parctum), contro tutto e tutti, con la rabbia che nulla riesce a esprimere se non la musica (nella title track Sirene, vetri, urla e paperelle). Un urlo di dolore che si stempera nella dolcezza di due brani, Jorge & Sheis e Per le tue mani, dedicata alla madre, la forza del testo racchiusa in un sussurro …

E’ sfuggito alla tempesta, Alessio, l’uomo che “cammina sui pezzi di vetri”, che salta e vince e non ha paura, come scriveva qualche anno fa Francesco De Gregori, di guardare in faccia la realtà.

 

Atmosfere dai toni decisamente dark , ombre e echi underground , immagini che ricordano i film di Lars von Traier e Cronenberg, sottolineate da effetti e distorsioni delle chitarre e dal ritmo martellante del drumming. Chi attendeva questo nuovo progetto musicale non rimarrà deluso. Alessio non è più un talento emergente ma una galassia in piena espansione.

 

 

 

La vera vita non è quella che viviamo, ma è quella che scriviamo dopo aver vissuto. Quando viviamo siamo troppo distratti dalle mille faccende quotidiane per accorgerci della vita… La vera vita dunque non è quella vissuta ma è quella contemplata, e per contemplarla ci vuole distanza. (Raffaele La Capria)