Primo Piano »

Andrea Cefaly jr alla scuola di Casorati in mostra a Catanzaro

30 ottobre 2017 – 10:59 |

E’ una mattina tersa e luminosa inusuale per l’inverno torinese quella in cui si incontrano per la prima volta il pittore affermato, amico di Casella e Gobetti, e il giovane arrivato dalla Calabria che ha fatto dell’arte il suo unico …

Leggi tutto »
Home » Musica

Carmine Torchia: sono uno che scrive canzoni

Scritto da on 20 settembre 2013 – 16:39nessun commento

Periodo pieno di novità per Carmine Torchia, calabrese di origine ma apolide di vocazione, perennemente in bilico tra musica, poesia, arti visive. Tra una tappa e l’altra dello spettacolo Tavole imbandite, che sta portando in giro per l’Italia con Ermelinda Bonifacio, una puntatina in Rai, la registrazione di un videoclip, ha trovato il tempo di registrare il suo ultimo cd, Bene., in uscita in questi giorni.

 

carminetorchia_n

Lui si definisce <<uno che scrive canzoni e aforismi, che vuole bene ai poeti, ai cantautori, ai bambini, ai musicisti, ai cani>>. In realtà, Carmine Torchia è uno degli artisti più eclettici e talentuosi delle ultime generazioni.

 

Il suo primo lavoro, Mi pagano per guardare il cielo, vince il Premio SIAE per la miglior musica e il Premio AFI per la miglior interpretazione. Poi arrivano altri riconoscimenti e un nuovo lavoro, Piazze d’Italia (sulle tracce di de Chirico), che porta in giro nelle piazze e nei locali italiani in più di 30 date, toccando anche la Francia e la Svizzera. Un tour che… si fa in quattro  per diventare un libro, un corto e uno spettacolo teatrale.

 

Con Alterazioni –processi sintatticamente simili torna in Calabria e alla sua passione di sempre, l’arte, partecipando ad un progetto di Eventoarea sul concetto di opera aperta insieme agli artisti Walter Carnì e Gianfranco Scafidi.

 

Al grande poeta lametino Lorenzo Calogero dedica Sfera, una performance tra teatro e musica con Arianna Lamanna e Franco Corapi.

 

Ora esce Bene., prodotto insieme a Peppe Fortugno, tributo alla psicadelia anni ’70 e non solo. Lui ringrazia i Pink Floyd, i Baustelle e Piero Ciampi, al quale ha dedicato il brano che apre l’album, muovendosi con scioltezza tra parole e suoni, echi surreali, ironia e amarezza, per raccontare storie di quotidiana follia.

 

Così in Fine mese, dedicato ad una generazione di eterni precari, da cui è stato tratto anche un videoclip, canta << Ho trent’anni appena, salto pranzo e cena. Figlidiputtana! E l’Italia frana>>.

Un <<disco di passaggio –lo definisce- Dentro ci sono pezzi che mi porto appresso dal passato come una zavorra, meglio come una valigia>>.

 

Intanto con Ermelinda Bonifacio sono partiti dalla Puglia, hanno fatto una puntatina in Calabria ed ora stanno girando l’Italia, con uno spettacolo, Tavole imbandite, che evoca il cibo tra brani di Virginia Woolf e Pellegrino Artusi, Carlo Collodi e Italo Calvino, tra racconti popolari e la musica di De Andrè e Domenico Modugno.

 

Il viaggio continua….