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30 ottobre 2017 – 10:59 |

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Ches Smith, Franco D’Andrea, Antonio Faraò nella maratona di Natale di Roccella Jazz

Scritto da on 24 dicembre 2015 – 12:12nessun commento

Arrivano dal Sud i due progetti musicali chiamati da Vincenzo Staiano e Daniela Pinchera ad aprire Jazzy Christmas,  versione invernale e decisamente natalizia di Roccella Jazz Festival che anche nel 2015 sceglie di aprire i battenti in un duplice appuntamento. A inaugurare la rassegna il 25 dicembre al Convento dei Minimi saranno Antonio Pascuzzo, che sta portanto in giro per la regione il suo ultimo progetto musicale Pascouche, applauditissimo da pubblico e critica, e l‘MLC Elias’ Trip Tour, capitanato da Mario Lo Cascio, che propone al pubblico un inedito viaggio sonoro.

E’ il primo dei numerosi appuntamenti che costellano i sei giorni del festival, che vedranno susseguirsi i live all’Auditorium e al Convento, le Masterclass con Maestri d’eccezione come Greta d'andreaPanettieri, Roberto Cecchetto, il grande Franco D’Andrea al pianoforte, Daniele Tittarelli, Mat Maneri (dal 27 dicembre).

L’apertura ufficiale il 26 dicembre è affidata a June & The Sionettes Gospel Singers, un quartetto raffinatissimo che condurrà il pubblico nell’universo del gospel, e a Roberta Alloisio e agli Xenia Quintet, impegnati in un inedito viaggio nel ventre di Genova, attraverso la musica popolare e i moderni cantori della scuola genovese, da Umberto Bindi a Ivano Fossati.

Per gli amanti della sperimentazione da non perdere domenica 27 dalle ore 21  il live la Tai No- tai no orchestra3Orchestra in Tai Small Crowd, viaggio “per chi ama andare in ‘terra incognita’ armato di percezione, conoscenza e voglia di dissodare i sentieri non riconosciuti o quelli volutamente trascurati…”, per chi ama le provocazioni creative e il divertissement, per chi non si attende un concerto ma si apre con curiosità e occhio -e orecchie- ben aperti alle contaminazioni tra pratiche visuali e sonore, più o meno estreme.

A condurre le danze saranno due veterani del visual live come Roberto Masotti e Gianluca Lo Presti, in rappresentanza di una foltissima crew Massimo Falascone ai sassofoni e oggetti, Roberto Del Piano al basso elettrico, Special guest Andrea Centazzo.

Arriva direttamente dalla fertile scena newyorchese, in anteprima europea, il nuovo trio  capitanato dal talentuoso percussionista Ches Smith, che incontra due veterani del jazz d’avanguardia come Ches-Smith-Trio_by-Paolo-SorianiCraig Taborn e Mat Maneri, e ne esce fuori il loro primo album, targato ECM, The Bell, che la critica d’Oltreoceano ha accolto con entusiasmo. Un live assolutamente inedito in Italia e da non perdere per chi ama la musica, tout court.

Lunedì 28 in scena è Greta Panettieri, romana che per molti anni ha scelto la Grande Mela come casa, una delle più talentuose ed eclettiche vocalist di casa nostra, che dopo Non Gioco Più(Italian ’60 in Jazz), raffinato omaggio a Mina e alla canzone italiana degli anni Sessanta, torna ancora a quell’epoca irripetibile ricordando Dalida, l’artista calabro-francese che troppo presto ci ha lasciato, ripercorrendone le orme in C’est irréparable, uno dei suoi cavalli di battaglia, scritto da un altro grande italo-francese come Nino Ferrer.

 

E visto che ci siete non perdete nella stessa serata Roberto Cecchetto, tra i chitarristi italiani più apprezzati, anche all’estero, che presenta il suo ultimo lavoro realizzato insieme ad Andrea Lombardini al basso e Phil Mer alla batteria, Live at Cape Town, che inaugura tra l’altro la una nuova collana editoriale dell’etichetta milanese NAU Records dedicata ai progetti originali registrati in live session.

Assolutamente da non perdere il 29 dicembre l’esibizione di Franco D’Andrea, pianista di lungo corso, riconosciuto e apprezzato anche oltre confine per lo straordinario lirismo, tecnica e capacità di scrittura e improvvisativa invidiabili. A Roccella con i fedelissimi ottimi Zeno De Rossi e Aldo Mella.

Non mi capita spesso di essere sorpreso da registrazioni di musicisti come lo sono stato quando ho ascoltato per la prima volta Faraò. Antonio non è solo un ottimo pianista, è un grande.

Parola di Herbie Hancock che conosce e apprezza da tempo le doti di Antonio Faraò tanto di antonio faraòinvitarlo a Parigi all’International Jazz Day. E il nostro l’ha ripagato inserendo in Boundaries, il suo

tredicesimo  album da leader, appena pubblicato,  Maiden voyage, brano di Hancock considerato uno degli standard più rappresentativi del jazz contemporaneo. Line up tutta italiana e con veterani del calibro di Maurizio Giammarco ai sassofoni, Aldo Vigorito al contrabbasso e Roberto Gatto alla batteria per un live che guarda indietro, al quintetto storico di Miles Davis e alla capacità di un artista di talento di sconfinare, suonando lateralmente per dare spazio all’ispirazione.
E visto che è un Natale,
dove non possiamo girare la testa dall’altra parte, dove dobbiamo essere seri e presenti nel vivere. Questo non significa essere tristi ma anzi, come ci insegna il blues, vuole dire guardare in faccia il dolore per essere uomini coscienti che vogliono creare un nuovo futuro…Dove, al di là delle vetrine illuminate, ci sono tante storie da raccontare, quelle vere e quelle immaginate, quelle col sorriso e quelle a denti stretti…
Rossana Casale ha pensato di raccoglierle un po’ di storie, trovandole tra quelle scritte dai maggiori cantautori in tutto il mondo, come Tom Waits e Gilberto Gil per esempio, e da  poeti di casa nostra come Erri De Luca e Gianni Rodari e da un outsider come Ferdinando Pessoa e ne ha fatto un album, Round Christmas, e un tour che chiude, in bellezza, questo Jazzy Christmas.
Da non perderlelli masottie, infine, la presentazione di due libri. Il primo ripercorre attraverso le immagini, molte delle quali inedite, il percorso di vita ed artistico dell’indimenticato e indimenticabile Demetrio Stratos e dei suoi Area, del quale Silvia Lelli e Roberto Masotti, forse i due maggiori fotografi di spettacoli viventi, raccontano la visione rivoluzionaria, le  sperimentazioni sonore, la capacità di rendere ‘corporeo’ il suono, di spostare i limiti della voce sino a vette  impossibili per molti.

E’ dedicato invece a Keith Jarrett il secondo libro, nel quale Roberto Masotti ripercorre il suo testa a testa con uno degli artisti più osannati e controversi del jazz contemporaneo, ritratto in centinaia di foto, concerto dopo concerto, nel suo modo di abitare la musica e lo spazio. Un ritratto pubblico e intimo nello stesso tempo, realizzato dal 1969 al 2011, compiuto anche attraverso le decine  di musicisti che hanno contribuito alla sua formazione, come Miles Davis,  Jan Garbarek, Jack De Johnette, Gary Peacock, Paul Motian, Charlie Haden, Dewey Redman, Palle Danielsson, Jon Christensen, e poi, quel produttore, compagno di strada, amico di una vita che risponde al nome di Manfred Eicher.