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Concerti A Tarantella Power i Dhol Foundation fanno (finalmente) ascoltare world music

Scritto da on 25 agosto 2011 – 08:13nessun commento

«Alle 18 sono disponibili» così mi viene detto dagli organizzatori via sms. Voglio intervistare Johnny Kalsia  il leader dei Dhol Foundation per chiedergli che ne pensa sul fatto che una musica nata per accompagnare riti legati a cicli agrari nella lontana India è diventata prima colonna sonora delle notti di giovani cresciuti a cavallo tra l’India e l’Inghilterra e poi è andata in giro per il mondo e stasera verrà suonata a Badolato.

Arrivo alle 18 superpuntuale, Piazza Fosso sembra la cucina di un accampamento militare, iniziano a riscaldare le griglie che da lì a poco verranno invase da salsicce, fette di carne e di pancetta, peperoni ed altro a disposizione delle migliaia (si spera visto che a Caulonia suona Edoardo Bennato) di persone che stanno per arrivare. Dei Dhol Foundation neanche l’ombra, attendo e parlo con qualcuno dei musicisti che  l’indomani si esibirà nell’Orchestra Popolare Calabrese diretta da Danilo Gatto e capisco che le aspettative sono alte. Riuscirà Simone Cristicchi ad animare la piazza di Badolato?

Finalmente arriva Olsi Sulejmani il manager dei Dhol Foundation che mi dice di attendere un po’ ed a breve faremo l’intervista. Ok continuo a girare per il paese allontanandomi dalla piazza troppo invasa dal fumo del carbone seguendo il suono della Fanfarra, una street band “popolare” che vede la zampogna come strumento principale. Di tanto in tanto ritorno in piazza per vedere quando è possibile intervistare Johnny Kalsia ma niente da fare. Olsi Sulejmani mi dice che ora devono andarsi a cambiare ci vedremo prima del concerto, io penso che avrei potuto fare un bagno e salire in paese alle 21 usando le navette per vivere il bagno di folla che solo chi ha viaggiato nel 36/ a Roma ha provato e sentire i commenti delle persone.

Vabbè! Un cartello mi comunica i prezzi della mia cena, spezzatino di trippa 5 €, peperoni e patate 4 €, baccala fritto 5 € ecce cc. Decido per il baccalà fritto ed una zeppola. Oramai la possibilità di fare l’intervista è svanita e penso quindi che  Olsi Sulejmani merita il nobel per la scortesia (N.B. leggere nota in fondo prima di trarre conclusioni affrettate). Lo proporrò agli organizzatori che qualche giorno prima hanno premiato alcuni sindaci per l’accoglienza data agli extracomunitari.

Salgo in piazza Fosso e vedo che ad esibirsi non è il gruppo Radici Calabre che doveva aprire la serata  (il manifesto riportava erroneamente un altro gruppo) ma Erica Buettner la cantante folk americana che si è esibita nei giorni precedenti. Il pubblico ascolta in silenzio senza rumori e fischi che altri “popoli che ballano” hanno riservato in altre piazze a proposte che non erano in linea con il fastfoodfolkrevival, applaude, Erica ringrazia e lascia il palco.

La piazza non è piena anzi, tutti sono in giro ad ingoiare l’ultima “crespella”, dare l’ultimo morso al panino salsiccia e peperoni, a bere l’ultima birra ma quando il tamburo di Johnny Kalsia  inizia a farsi sentire la gente arriva numerosa ed è una folla compatta che agita le mani al grido di “Punjab Punjab Punjab”.

Chitarre elettriche, basi registrare, tamburi, voci, sudore, danza, luci tutto contribuisce a creare uno spettacolo fantastico ed elettrizzante come da anni non se ne vedevano in Calabria le cui piazze sono ormai invase da eccessivamente autarchici organetti, zampogne e chitarre battenti.  Johnny Kalsia  è bravo e coinvolgente e dimostra che  “u bonu zzapatura zappa puru ca a zappa e lignu” (chi sa zappare riesce a farlo anche usando una zappa di legno), e che se sul palco non c’è la cornamusa scozzese ma una base registrata ma a suonare i dhol ci sono 4 indemoniati lo spettacolo c’è.

Speriamo che il Maestro Danilo Gatto impari la lezione e magari il prossimo anno porti sul palco anche i suonatori di tamburo che accompagnano San Rocco a Gioiosa Ionica o quelli di Sant’Ippolito, la frazione di Cosenza che la sera del 12 dicembre è animata da suonatori di rullanti e grancasse.

Lascio la piazza mentre iniziano ad esibirsi i ragazzi di Radici Calabre e penso a Cristicchi ed all’Orchestra di Musica Popolare.

Angelo Maggio

ATTENZIONE: stamattina ( 26 agosto) mi ha chiamato Olsi Sulejmani scusandosi per l’imprevisto e dicendomi che se volevo potevo fare intervista al telefono. Lo capisco in questi giorni ha avuto a che fare con Antonio Criteli e Danilo Gatto. Quindi niente Nobel ed alla prossima!!!!!!