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Cunto e canto: a Rogliano la canzone d’autore popolare italiana

Scritto da on 13 novembre 2015 – 11:36nessun commento

Storie che emergono da un passato caduto nell’oblio o da una memoria che diventa mito e incanto. Storie raccontate, storie suonate. Storie di impegno e di protesta, storie di un Meridione polifonico, storie che arrivano dal ventre molle degli States. Questo, e molto altro, è Di canti e di suoni, il festival organizzato dal Gal Savuto, che si tiene dal 13 al 15 novembre a Rogliano (Cs).

 

Tre giorni di libri, reading, concerti, con il contributo di Dario Brunori, Tetes de Bois, Otello testata-SITOProfazio, Peppe Voltarelli, Lucilla Galeazzi. La vecchia e la nuova leva di cantastorie e cantautori per tentare di “riannodare i legami con la vocazione più profonda della canzone d’autore italiana a narrare il presente e la realtà intorno a noi” lì dove “l’inventiva personale si innesta su una lunga -e oggi sommersa- tradizione popolare a contare/cantare storie”, come spiegano gli organizzatori. Provando a riallacciare i fili tra ricerca e spettacolo, studio e performance.

Per raccontare storie di Calabria e di calabresi, di erranza e di restanza, come direbbe Vito Teti, con le parole di Mimmo Gangemi e Peppe Voltarelli e le musiche di Cataldo Perri, e i canti e i cunti dei magnifici due, Peppe Voltarelli/Otello Profazio, che aprono la rassegna venerdì 13.

O storie come quella di Enzo Del Re, cantautore e corpofonista geniale e fuori dalle righe, protagonista di una stagione di impegno civile e politico, dai palchi come nelle scuole, nelle fabbriche, nelle piazze con i contadini e gli studenti, raccontata da Timisoara Pinto in Lavorare con lentezza, accompagnata sul palco da Brunori, Maurizio Agamennone (etnomusicologo allievo di Diego Carpitella), Alessio Lega (uno degli esponenti più noti della canzone sociale e di protesta, Targa Tenco nel 2004) e Andrea Satta (Tetes de Bois).

La storia di un’America dolente e disperata, povera e razzista,  nella narrazione disincantata, neil youngmalinconica, arrabbiata, di uno dei suoi più importanti e carismatici cantori, Neil Young, uno dei monumenti della storia della musica, che il 12 novembre ha compiuto 70 anni. Trascorsi sorprendendo costantemente il suo pubblico, con una musica mai uguale a sè stessa, superando le tempeste della vita, i compagni persi per strada, la consapevolezza del tempo che passa insieme a stili e generi. Superando costantemente sè stesso, cambiando pelle e orizzonti, come un’altra grande artista canadese come lui, Joni Mitchell, perchè è inutile

imprecare alle tenebre/ Accendiamo una candela per dove stiamo andando/ Abbiamo di fronte qualcosa che vale la pena cercare/.

 

La sua spettacolare produzione verrà ripercorsa grazie alle corde di Massimo Garritano, a Dario Costa e alle parole del giornalista e critico musicale Gianluca Veltri.

In programma due incontri inediti che promettono di incendiare l’Auditorium Guarasci: il primo vede sul palco i  Tetes de Bois, gruppo storico della musica d’autore popolare, Alessio Lega e il nostro Dario Brunori (sabato 14), seguito dal live di Carlo Muratori, altro nome di punta del cantautorato italiano, ospiti speciali Lucilla Galeazzi e Peppe Voltarelli.

A chiusura della kermesse consegna del Premio al miglior inedito o esordiente, scelto da una giuria qualificatissima nella quale c’è anche Sandro Portelli, uno dei maggiori teorici di musica popolare e noto anglista.