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Devil music in Jazz&blues ad Altomonte

Scritto da on 1 settembre 2011 – 10:09nessun commento

Reidar Larsen, Amanita Jazz, Rosario Giuliani, Joy Garrison, Daniele Scannapieco e Walter Ricci, Gegè Munari.

Sono loro i protagonisti dal 7 all’11 settembre 2011 del cartellone di DiVino Jazz, la rassegna che si tiene ad Altomonte (Cs) sin dal 2004, curata dal musicista Francesco Gallavotti, che ospita  ogni anno un tema diverso, declinato nelle diverse espressioni musicali (jazz, soul, funk) da artisti di rango internazionale.

In questa edizione, che si incastona all’interno del Peperoncino Jazz Festival,  spetta alla giovane e talentuosa band cosentina Amanita Jazz, che presenta il suo primo cd, Gente a sud, dal groove elegante e raffinato, inaugurare la manifestazione, mercoledì 7 settembre, insieme al noto bluesman norvegese Reidar Larsen, alias “Mr. Blues”, 12 album, diversi premi e collaborazioni eccellenti (tra i tanti, con i  Fleetwood Mac) alle spalle.

Segue l’ 8 settembre il quintetto Ricci- Scannapieco, incontro insolito ma non troppo tra la tradizione dei crooners marca USA, incarnata dalla voce di Antonio Ricci, ed il solido jazz del quartetto capitanato dal sassofonista Daniele Scannapieco, che propongono in anteprima nazionale il loro ultimo lavoro, The Cole Porter Songbook.

Il 9 settembre sarà Gegè Munari ad esibirsi sul palco, ospiti Domenico Sanna e Vincenzo Florio, che accompagneranno la serata successiva, il 10 settembre la vocalist newyorchese Joy Garrison, figlia del più noto Jimmy, contrabbassista del mitico gruppo di John Coltrane, da anni sulla scena jazz, gospel, funky, soul, blues internazionale al fianco di artisti del calibro di Carmen McRae, Tony Scott, Hank Jones, Cameron Brown.

Si chiude l’11 settembre con il sassofonista Rosario Giuliani, grande talento, un fraseggio fluido ed energico, che hanno indotto la critica a paragonarlo a numi tutelari del sax come Cannonball Adderley, Art Pepper e John Coltrane.

<<Dopo quasi tre secoli di permanenza nel Nuovo Mondo, gli afroamericani diventavano improvvisamente “visibili” ma gli elementi più frequenti con cui venivano raffigurati erano associati all’Africa. Un continente non ancora rivalutato con orgoglio e ammirazione dagli ex schiavi ma osservato con atteggiamento ambivalente (timore/attrazione) dai bianchi. Sono emblematiche  le immagini di Josephine Baker, seminuda coperta dal solo gonnellino di banane. Il jazz era ancora strettamente associato al ballo e al movimento “disordinato” e libero del corpo, così diverso dal moto rigido e codificato del valzer. Ancora fortissima è l’associazione, fino agli anni trenta/quaranta, tra jazz e sessualità libera e sfrenata. Otto Dix disegnava la vita nei bordelli: prostitute seminude che ballano accompagnate da una jazz band. Ancora nel 1938 una raccolta di 78 giri associava in copertina il termine Swing ad una donna nera nuda. Ecco perché Devil music in Jazz&blues.  Il corpo da esaltare, ma anche l’anima da preservare e difendere; una contrapposizione che ritroviamo fin dall’inizio nella cultura afroamericana: la musica cosiddetta “del diavolo”, il blues e la musica sacra, rappresentata invece dagli spirituals. Il jazz riunisce in sé entrambi gli elementi, divenendo così con la sua musica una sintesi di fisicità, ritmo, divertimento, desiderio, sensualità, sentimento e spiritualità. L’ottava edizione 2011 del Di…vino Jazz Altomonte, si propone di presentare alcune sfaccettature della Devil Music, tenendo presente che, diversamente dalla tradizione cristiana, nella cultura africana, da dove trae origine la musica dei neri d’America, corpo e anima sono da considerarsi un tutt’uno inscindibile>> (Francesco Gallavotti).