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Eman riparte da… se stesso con Amen

Scritto da on 21 marzo 2016 – 08:12nessun commento

Ha appena superato la boa dei 30 (anni), è calabrese, si muove con agio ormai nel mondo della musica tanto da convincere la Sony a metterlo sotto contratto. E anche il pubblico visto che i suoi video su YouTube sono cliccati da centinaia di migliaia di persone.  In realtà la sua stella polare è proprio il pubblico, con il quale condivide gioie e dolori, paure e passioni e che ha scelto come compagno di viaggio anche in questa nuova avventura, la pubblicazione del suo primo disco ufficiale, Amen. Che poi è l’anagramma di Eman ovvero Emanuele Aceto, calabrese di Catanzaro, che ha scelto la sua città per dare il via al tour, che è partito il 19 marzo dal Teatro Politeama.

10 brani inediti e 2 bonus track, compresi Giorno e notte, brano gettonatissimo dell’estate scorsa, e la title track Aeman-amen-covermen, pezzo meditato e intenso, firmati entrambe da Eman e Mattia Masciari, che confermano il talento fresco e poliforme di questo artista, già rivelato in brani come Dammi da bere, Spento. Fai presto a pensare al reggae ma Eman nasce con l’anima rock e la testa proiettata a De Andrè e ai cantautori italiani e una passione sconfinata per la scrittura. Un talento non riconducibile a qualsiasi etichetta, capace di esplorare mondi geografici e musicali diversi, contaminando reggae, dark, elettro-rock, musica d’autore contemporanea e ritmi internazionali, testi impegnati percorsi dal vento dell’ ironia e della provocazione, senza essere mai banale, enfatizzati anche dall’uso del dialetto (Svegliati).

…i miei occhi per tanto rimasti chiusi
avessi aperto quando ancora ero in me
avrei notato che dietro a guerre e soprusi
il peggior crimine è l’indifferenza in sè.

Amore perdonami ma ho ucciso anche te,
mi han detto “l’amore tira fuori il meglio” ed io ho un oceano triste in me!
Amore perdonami e scappa via da qui,
lei torna ogni notte, mi scopa più forte
e dice che è meglio così.

Freddi giorni e questi aghi li rendon bui
ma questo è un bene per il male dentro di me.
Uccidono gli incubi ma lasciano cose peggiori:
sogni e ricordi son rimasti chiusi e vivi in me. (Insane)

Temi sociali (L’amore al tempo dello spread, Insane, Chiedo scusa) si alternano a brani più intimi (Il mio vizio) o decisamente mainstream (Giorno e notte), di sfondo il disincanto (Ho visto di spalle una parte di me, ho impiegato degli anni per perdermi, ho visto del falso anche dentro di te, ho ucciso dei sogni per crederti) e la melanconia per una realtà che ti respinge e ferisce nel profondo, con la sua vanità, contro la quale puoi usare solo “una penna sfera e un foglio immacolato”.

E questo mondo inganna
Questo mondo inganna
E un uomo resta uomo solo se controcorrente
Questo mondo inganna
Questo mondo inganna
E un uomo senza gli altri rischia di creare niente. (Chiedo scusa)

Un mondo davanti al quale non arrendersi, perché un mondo diverso e migliore si può immaginare, e noi possiamo essere ciò che immaginiamo, se non cediamo alle sirene dei falsi miti e dell’ipocrisia sempre all’angolo, se ci svegliamo dall’encefalogramma piatto, dal deserto delle menti ipnotizzate e intorpidite. Perché qui neanche Dio può venire a salvarti.

Prima che il silenzio vi uccida
Vi mostro libertà svenduta come una troia
Vi mostro verità tra polvere e ossa
E’ là dentro di me, di me
Spero che il silenzio vi uccida
Ho visto libertà svenduta come una troia
Ho visto verità tra polvere e ossa. (Polvere e Ossa)