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Esplorando le stanze della vita, Paolo Benvegnù arriva in Calabria

Scritto da on 3 dicembre 2014 – 09:21nessun commento

Mercoledì 3 dicembre tappa calabrese a Cosenza al Teatro Auditorium dell’Unical per l’Earth Hotel Tour 2014 di Paolo Benevegnù, nume tutelare della scena musicale underground italiana, ex leader degli Scisma, compagno di strada per numerosi artisti, da Mina a Marina Rey, Ustmamò, Davide Riondino e Stefano Bollani, sperimentatore, compositore e produttore di artisti come i Perturbazione.

BENVegnù_2014Earth Hotel, la sua nuova scommessa in musica, è il luogo in cui si incrociano storie diverse, di amori di ogni tipo -quelli di ogni tempo, quelli  impasto di bene e male, quello conscio e quello sbadato, quello che grida al cielo e sussurra nell’ombra, quello elettrico e notturno– . Storie di vita, di viaggi mai fatti e di discese negli inferi. Dodici pezzi curatissimi nelle armonie, nei testi, negli arrangiamenti, in un concept album che è prosecuzione ideale del precedente , Hermann,che aveva segnato l’esordio di una estetica totalmente rinnovata e di una sfida, prontamente raccolta da pubblico e critica.

 

Dolcissimo in Una nuova innocenza (che ha ispirato il bel video girato da Mauro Talamonti), visionario ma non troppo in  Nuovosonettomaoista (Esiste un nuovo ordine nel caos/senza movimento/ diseducazione a ogni sentimento), evocatore di atmosfere lontane in Avenida Silencio, lirico altissimo in Orlando, malinconico e struggente in Stephan Zweig, sapiente miscelatore di ritmi metropolitani in Piccola pornografia urbana e di atmosfere rarefatte in Sempiterni sgardi e primati, in dodici petali tutti da sfogliare  l’ex ragazzo prodigio della musica indie italiana dimostra di essere approdato a vette stilistiche ineguagliate e ineguagliabili.

 

Un “album così denso che ci si perde, basta aggrapparsi alla suggestione di un’immagine per cambiare l’intero percorso“, come scrive Simone Dotto sul Mucchio, ma anche “luogo dove entrare in punta di piedi per poi perdersi senza pietà, un universo scritto e cantato dall’autore più classico e moderno che abbiamo in Italia, un artista prezioso che vorremmo non smettesse mai di incantarci e inventare mondi nuovi solo per noi” (Federico Anelli).

 

 
Hanno tagliato il grano
Ci son rimasto dentro
Impasto pane e sangue senza rendermi conto
Passato lo stupore
Mi rimarrà il disgusto
Di vivere a ogni costo
Senza coglierne il Senso.
Cos’è la vita, se non amarsi?
Cos’è la vita, se non proteggersi?
Cos’è la vita, se non cercarsi sempre?
Cos’è la vita?Mettere a fuoco i campi e uscire dagli abissi
Per farsi perdonare
Per seminare figli
Che non sappiano nulla
Eccetto l’illusione
Sognare da immortali
Seguendo una Visione
Cos’è la vita, se non amarsi?
Cos’è la vita, se non proteggersi?
Cos’è la vita, se non cercarsi sempre?
Cos’è la vita?È un nuovo giorno
Il giorno in cui avrò cura di te
E se vorrai svegliarti
Vedremo il sole sorgere
E la notte cadere giù dalle autostrade
E non chiedermi nulla
Perché non saprei rispondere
Perché tutto è un mistero da non rivelare
Perché tutto ci parla senza farsi vedere
Così tutto mi parla di te
Ogni cosa mi parla di te
E i tuoi fiori mi abbracciano
Le tue labbra si schiudono
Così tutto mi parla di te
Ogni cosa mi parla di te.Seduti sulle pietre
Sanno dimenticare
La terra greve e carta e figli da far volare
Senza la presunzione
Di conquistare il mondo
Guardano gli orizzonti

(Orlando)

 

Dodici petali preziosi da ascoltare e riascoltare in silenzio e possibilmente da soli…