Primo Piano »

Antonio Ligabue, la tragedia, la visione. Una mostra al Museo del Presente a Rende

5 gennaio 2018 – 11:08 |

Chi non conosce il suo volto scavato, dominato da quegli occhi enormi, che ti osservano da distanze insondabili, immortalato in decine di autoritratti. Chi non conosce la sua vita, che sembra una tragedia greca, un padre mai conosciuto, una madre …

Leggi tutto »
Home » Musica, Video

Il blues è la mia vita: Mighty Mo Rodgers a Fagnano Castello

Scritto da on 21 agosto 2015 – 10:54nessun commento

Qualcuno lo ha definito una grande boccata di aria fresca nel blues e dintorni, capace di combinare uno sguardo acuto sulla vita di tutti i giorni con un grande sound funky. Il soggetto in questione è Mighty Mo Rodgers che arriva in Calabria a Fagnano Castello (Cs) il 21 agosto, ore 21.30, accompagnato dalla Luca Giordano Band per presentare il suo ultimo album e i brani che lo hanno reso famoso in tutto il mondo, ad iniziare da quel Blues is mwy wailin’ wall che è il suo manifesto artistico.

 

Pianista, compositore, produttore discografico, uomo della Motown e della Chappell negli anni d’oro, per le quali scrive un successo dopo l’altro, una manciata di album alle spalle nei quali condensa la sua visione della vita e della musica e che gli valgono diversi premi e un successo planetario, Mighty Mo Rodgers rappresenta oggi il blues più autentico e viscerale.

Singolare mix tra l’intellettuale (ha una laurea in filosofia) e il poeta, Mighty acquisisce giovanissimo un bagaglio musicale non trascurabile,  studio del pianoforte classico durante il giorno e ascolti dal vivo dei maggiori interpreti blues e soul la sera, nel club del padre. Si fà i muscoli come turnista di artisti del calibro di T-Bone Walker o Jimmy Reed prima di spiccare il volo.

Non ci mette molto, Mighty, a capire qual è la sua strada, quella che lui chiama il “Blues vivo”, un blues venato da notazioni soul e fuky,  pervaso da un’attenzione, sempre desta, ma anche ironica, sulla realtà degli States e la condizione degli afroamericani, e non solo.

Il blues è verità, confessa, un terzo occhio per ascoltare e osservare il mondo com’è davvero. Il blues come maestro di vita e come musa, che ha permesso a tanti di imparare, emanciparsi dalla propria condizione, esplorare altri mondi. Perchè il blues non è tecnica ma una tela da dipingere usando il tuo sangue come colore e la tua pelle per tavolozza. Perchè il blues è la voce delle migliaia e migliaia di schiavi portati via dall’Africa, espropriati della libertà ma non della loro voce, che nessuno avrebbe potuto sottrargli. Il blues mito fondativo di una comunità ma anche madre di buona parte della musica che ascoltiamo, jazz, R&B, rock’n roll, funky per arrivare dalle parti dell’house e dell’hip hop.

Il blues è libertà e Mighty Mo Rodgers ne è il profeta.