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Il jazz parla pugliese con Kekko Fornarelli, in concerto a Catanzaro

Scritto da on 26 gennaio 2012 – 09:13nessun commento

Sabato 28 gennaio 2012, 0re 21, al Bar del Parco della Biodiversità Kekko Fornarelli e Kube Project.

Di lui hanno detto <<Finché ci saranno musicisti aperti come Kekko il jazz continuerà ad essere la musica del mondo. La sua è una intimità fatta di ricche melodie e di giri armonici che richiamano delicate forme del jazz moderno traslate dalla raffinatezza solistica e dal tocco personale che ne fanno uno dei giovani pianisti più interessanti del momento>> (Paolo Fresu)

Ed ancora, <<Fornarelli is an Italian pianist whose compositions transcend style and genre, instead embracing a dynamic tension of musical thought and lyrical emotion>> (Brent Black – www.allaboutjazz.com).

Il lui in questione si chiama Kekko Fornarelli, di mestiere fa il pianista jazz e, nonostante l’età, ha al suo attivo collaborazioni di tutto rispetto nella scena jazz internazionale (ha suonato, tra gli altri, con Rosario Giuliani, Flavio Boltro, Manhu Roche, Benjamin Henocq).

Sonorità pulite ed eleganti, composizioni intime e rigorose, tese tra ritmi e inquietudini metropolitane e l’esigenza imperante di esprimere emozioni e stati d’animo impalpabili.

Sono gli ingredienti di Room fo Mirrors, l’ultimo lavoro che Kekko porterà sabato 28 gennaio 2012, ore 21 al Catanzaro Jazz Fest con il suo trio, Kube Project.

Abbiamo voluto conoscerlo meglio e gli abbiamo posto alcune domande.

Allora Kekko, dopo  la parentesi francese, sei rientrato nella tua Bari è iniziata una nuova fase della tua vita con un disco, Room of Mirrors, che stai presentando in giro per l’Italia ed all’estero e che ha già riscosso gli apprezzamenti della critica. Ma davanti agli specchi Kekko si sente più Alice nel paese delle meraviglie o Dr. Jekill & Mr.Hyde ?

Ad esser sinceri, né l’una né gli altri. L’immagine riflessa dagli specchi di Room of Mirrors è la mia, autentica e spietatamente reale.

L’idea che mi ha spinto a scrivere questo nuovo lavoro, tre anni fa, è nata proprio dalla necessità di liberarmi da una serie di sovrastrutture – stilistiche per lo più – che mi avevano condizionato fino ad allora.

Volevo riportare me e la mia musica ad un livello più umano, reale, fatto di cose semplici ma non per questo banali.

Nel video clip di Daily Jungle, tratto da Room of Mirrors , tu e i tuoi musicisti siete immersi tra scatoloni ed oggetti della nostra vita quotidiana, che utilizzate anche come strumenti. Mi ha dato l’impressione di un’idea della vita – e della musica- come espressione di una realtà in continuo movimento dalla quale è possibile attingere qualsiasi cosa per trasformarla in materiali preziosi….

In realtà Daily Jungle è una riflessione sullo stile di vita della società contemporanea, sulla frenesia con cui ognuno di noi è costretto a convivere, suo malgrado. Il video clip che ho realizzato vuol essere più una parodia bivalente.

Da un lato, vuol rendere l’idea di come oggi ci si debba inventare sempre più escamotages pur di sopravvivere e di cercare di essere se stessi. Da un altro, vuol prendere un po’ in giro il mondo del jazz, ormai da troppo tempo distante dalla realtà, avvolto com’è nella sua aurea di auto-misticismo.

É pur sempre musica, e la musica deve comunicare alla gente, anche con ironia. 

In alcune interviste hai dichiarato apertamente come la tua evoluzione musicale si ispiri e non poco al jazz scandinavo, soprattutto agli e.s.t.. Un modo  di praticare nuovi territori, utilizzando diversi materiali sonori (dalla musica classica al jazz all’elettronica ai ritmi tipicamente mediterranei)  per trarne un impasto originalissimo in cui colpisce la secchezza  e la circolarità della composizione, rispetto alla ricerca del suono fine a sé stessa.  Pensi sia questa la strada per tirare fuori il jazz contemporaneo dalle secche in cui si è (auto)confinato?

É parzialmente vero: non mi sono mai imposto determinate ricerche. La mia musica oggi è la risultante di tutte le esperienze che ho vissuto – gli studi classici, il rock adolescenziale, il pop, il jazz – e della mia curiosità verso la musica, a 360°.

Sicuramente riconosco ai nordeuropei, negli ultimi 15 anni,  un ruolo fondamentale nella ricerca e sperimentazione sonora. Antepongo questo aspetto al virtuosismo esasperato ed esasperante, a volte fine a se stesso , che ha avuto eco in ambito jazz soprattutto, ma non solo.

Il jazz, e tanto più i musicisti jazz, hanno da sempre voluto auto-ghettizzarsi, per ribellione (prima) e per vanità (dopo). Non so se domani percorsi come il mio potranno essere utili in qualche modo per cambiare lo stato delle cose. Magari non lo chiameranno più jazz, che importanza ha? L’importante è che sia musica…… buona.

 

Catanzaro è una delle numerose tappe del tour che ti vedrà impegnato nel 2012. Ma ci sono anche tante altre idee che bollono in pentola…

Sarà un anno costruttivo, ricco di stimoli e di occasioni di confronto con il pubblico e con altri musicisti. Questo è ciò su cui mi piace riflettere maggiormente.

Nel tour di presentazione, Room of Mirrors toccherà un po’ tutta l’Italia e l’Europa, con qualche parentesi extraeuropea.  

Mi aspettano poi anche nuove produzioni: il 22 marzo debutterò  al National Concert Hall di Dublino con “Monologue“, un recital in piano solo ed elettronica.

Il prossimo 16 febbraio Barcellona mi attende con la prima data europea di “Mar en dins”: si tratta di un progetto nuovo, molto diverso dalle mie esperienze passate. È il frutto della collaborazione con la cantautrice catalana Rusò Sala. Ho riarrangiato i suoi pezzi (voce e chitarra) per formazione in quartetto, diciamo “mediterraneo” (voce e chitarra, piano, contrabbasso e percussioni).

Abbiamo già prodotto e registrato il disco che uscirà a metà anno e l’estate 2012 ci vedrà in giro per l’Europa a presentarlo. Non da ultimo, in cantiere già c’è il seguito di Room of Mirrors: lo registrerò in autunno insieme ad alcuni musicisti a dir poco interessanti.

About Kekko Fornarelli

http://www.kekkofornarelli.com/HOME.html

www.myspace.com/kfkube

http://www.emusic.com/listen/#/artist/kekko-fornarelli/11879427/:

http://britishjazzblog.com/

www.yuppidu.org