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30 ottobre 2017 – 10:59 |

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Il prossimo 25 luglio la Sila diventa clandestina…

Scritto da on 20 luglio 2015 – 17:36nessun commento

E’ stato il leader dei Mano Negra, rock latino in salsa Crash e ciliegina di ritmi sudamericani. Qualche anno fa con Clandestino ha venduto oltre 4 milioni di copie. Ogni suo concerto è un’orgia di ritmi, lingue, generi, una esperienza totale e tonificante per il suo pubblico, che lo segue ovunque. Anche in piena Amazzonia, dove pochi mesi fa ha tenuto una serie di concerti in difesa del polmone verde del nostro pianeta.

 

Stiamo parlando ovviamente di Manu Chao, l’artista franco-spagnolo icona del pensiero manu-chao-a-monzano-global internazionale, che sbarca il prossimo 25 luglio in Sila, a Molarotta di Camigliatello, con la sua band, Jean Michel Gambeat, al basso, Madjid Fahem alla chitarra e alla batteria il sodale di sempre, dai tempi di Mano Negra, Philippe Teboul, per il secondo concerto, dopo quello di Paola Turci, di La Sila suona bee, evento che unisce la passione per la buona musica con l’amore e il rispetto per la natura.

 

Musica a kilometro zero, a oltre 1000 metri di quota. Così ogni concerto sarà sostenibile, a basso impatto sull’ambiente, privilegiando le versioni acustiche e l’uso di strumenti tradizionali, oltre che le ore pomeridiane, con possibilità di campeggiare in loco, arrivo in zona con navette e bus, passeggiate tra i boschi. Il belato ovino che dà titolo alla rassegna rimanda, poi, ad uno degli aspetti caratterizzanti della montagna calabrese, nell’intento di puntare i fari su luoghi straordinari e ancora –per fortuna- fuori dalle rotte del turismo di massa, e sulle rispettive eccellenze, nell’intento di promuovere prolifiche sinergie tra turismo e cultura, arte, storia, enogastronomia di un territorio.

 

Una grande festa che attirerà il pubblico da tutto il Sud d’Italia. Ma anche un laboratorio nel quale si incontrano artisti di diversa provenienza e visione artistica. Sul palco, infatti, il 25 luglio a partire dalle ore 15 si avvicenderanno alcuni dei più interessanti prodotti dell’indie music made in Calabria.

 

Dalla canzone d’autore di Federico Cimini al reggae sound dei Marvanza all’urban rock dei nju.phpNuju al pop-rock-country dei Villa Zuk alle contaminazioni linguistiche (tra arbereshe e italiano) e sonore (reggae, dub, ska) degli Spasulati band, alla dancehall firmata da Kianka TOWN e Consciousness sound system (Matera), il tutto all’insegna del meticciato, cifra da sempre della visione artistica di Manu Chao. Che nei giorni scorsi a Monza ha calamitato oltre 50 mila spettatori. Non poco per un artista snobbato dalla major, fuori dai circuiti commerciali usuali…

 

mannarinoLa Sila suona bee non finisce qui perché il 13 settembre sarà Alessandro Mannarino, fresco di premiazione da parte di Amnesty International e Voci per la Libertà, a chiudere la manifestazione a Monte Curcio, 1.700 metri da raggiungere in ovovia, con un concerto per sole corde che di sicuro si armonizzeranno felicemente con le atmosfere ovattate e magiche delle nostre montagne.