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Ivan Mazuze inaugura il Play Music Festival

Scritto da on 2 marzo 2017 – 10:02nessun commento

Tessuti di note, fili impalpabili che trascinano verso mondi insospettati, miscele esplosive di culture e storie diversissime. Si intitola Fili sottili l’edizione 2017 di Play Music Festival, promosso dall’Associazione Soledad, che porterà al Miramare di Reggio Calabria dal 2 al 16 marzo, ogni giovedì, alle 21.30, tre appuntamenti da non perdere.

A inaugurare la rassegna il 2 marzo è l’ Ivan Mazuze Quartet. Il pluripremiato sassofonista e ivanmazuze2_ph_jacob_crawfurdcompositore mozambicano che vive da anni in Norvegia si muove a suo agio tra folk, jazz e la musica tradizionale della sua terra.  Accompagnato da Per Mathisen al basso, Jacob Young alla chitarra e Raciel Torres alle percussioni, porterà a Reggio Calabria un sound che poggia su una decisa radice armonica e una solida sezione ritmica, che percorre la sua produzione, da “Maganda” a “Ndzuti” e “Ubuntu”. Come ha scritto la critica: qui è la musica che parla.

Vengo da un villaggio rurale del Mozambico. Sia i suoni delle percussioni che le melodie vocali continuano ad ispirarmi quando compongo, anche se cerco di incorporarli in un contesto contemporaneo. Nelle mie performance, tendo a mettere insieme gli aspetti che amo di più di ogni posto, quindi i ritmi e melodie del Mozambico, l’uso delle fantastiche progressioni armoniche del Sudafrica, l’approccio minimalista alla musica norvegese.

Il secondo appuntamento della rassegna, giovedì 9, è dedicato all’incontro tra la star internazionale Fabrizio Bosso ed il trio siciliano degli Urban Fabula. Il trombettista torinese, che anche il grande pubblico ha imparato a conoscere, dialoga con Seby Burgio al piano, Alberto Fidone al basso e urban-fabula-e-fabrizio-bossoPeppe Tringali alle percussioni in questo progetto applauditissimo da pubblico e critica intitolato Dusty Groove. Un laboratorio sul bop moderno segnato da un percorso iniziato dagli Urban Fabula  circa sei anni fa, che ha portato il trio a pubblicare un album e a concorrere tra i finalisti dello European Jazz Contest 2010.  Alessandro Burgio alterna al  pianoforte classico il suono  del Fender Rhodes (originale s’intende) e si incrocia con un ispirato Fabrizio Bosso in un viaggio tra blues e standard jazz, fino ad arrivare al funky e al R&B.

Il Festival il 16 vira  ad est, con il Kinga Glyk Trio, trascinato dall’entusiasmo e dal talento della 19enne bassista  polacca leader del gruppo. Accompagnata dal padre Irek alle percussioni e da Piotr kinga-glyk-trioMatusik alle tastiere, Kinga, un astro nascente della musica jazz-blues-funk, è considerata il miglior
talento della sua generazione. Nel 2016, la sua cover di “Tears in Heaven” di Jeff Berlin, ha raggiunto oltre 20 milioni di visualizzazioni.

Un appuntamento tra la città dello Stretto e il jazz internazionale che si rinnova anno dopo anno.
«Nessuna cultura musicale, da qualunque parte del mondo provenga, può considerarsi immune dall’influenza del jazz, perché è una musica libera: né repertorio specifico, né esercizio accademico, il jazz è uno stile di vita, la rivolta delle emozioni che può assorbire altri generi rimanendo sempre se stessa», dice Alessio Laganà, direttore artistico della manifestazione. C’è da credergli.
Ulteriori informazioni sul sito www.playmusicfestival.it