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La liuteria è viva, lunga vita alla liuteria!

Scritto da on 7 maggio 2014 – 08:26nessun commento

Mai come in questi ultimi tempi l’arte della liuteria è approdata sulle prime pagine dei giornali e sui siti on line. E non solo per la morte, a fine 2013, di Vincenzo De Bonis, erede di una delle più antiche e universalmente note famiglie di liutai.  In realtà molto si è parlato negli ultimi giorni della riapertura a Bisignano, nel cosentino, della Scuola di Liuteria e dell’istituzione del Museo del liuto e di un Festival della chitarra nel borgo di Bisignano, parte di un più ampio progetto che intende valorizzare la liuteria d’autore, che verrà presentato anche al prossimo Salone del Libro di Torino.

liutaiUn progetto che nasce, grazie alla Fondazione Carical, alla Banca del Medio Crati, alla Provincia e alla Camera di Commercio, dalla disponibilità di un patrimonio storico e culturale invidiabile, apprezzato anche all’estero da musicisti del calibro di Andrés Segovia, che potrebbe essere utilizzato per far conoscere meglio questo borgo antico, che domina la vallata del Crati, dalla storia millenaria, legata a doppio filo alle sorti del Papato e della famiglia dei principi Sanseverino.

 

Il liuto arriva in Calabria grazie agli Arabi tra il IX e il X secolo ma viene realizzato, modificato (ad esempio come chitarra battente) ed esportato nel resto d’Italia e d’Europa dagli artigiani della Giudecca di Bisignano, che ne fecero un prodotto raffinatissimo, di elevata qualità, musicale ed estetica, dando vita a nuovi processi di produzione i cui codici restano ancor oggi segreti, tramandati di padre in figlio.

 

Nasce così anche il marchio De Bonis, la dinastia di liutai più antica d’Italia, che dal 1700 (e ancor prima probabilmente) in poi realizza strumenti a corda unici, curati nei minimi particolari –dalla forma alle rifiniture esterne alla scelta di legni pregiati sino, addirittura, delle vernici e delle colle-, per offrire ai musicisti, e al pubblico, uno strumento perfetto, frutto dell’equilibrio di suoni, estensione e purezza.  Merito anche del recupero degli strumenti della tradizione rinascimentale (dal quartetto d’archi al liuto) e barocca e di quella popolare.

Oggi il testimone è passato da Vincenzo e Nicola, maestri riconosciuti in tutto il mondo nella creazione di liuti, violini, chitarre, mandolini, alla nipote Rosalba, che segna una discontinuità in una professione affidata da sempre ai maschi ma non nella storia della famiglia e nelle tradizioni di ricerca e di dialogo con le altre (prestigiose) scuole italiane, come quella di Cremona.

 

nicola-de-bonisA dare una mano a Rosalba, e agli altri liutai nati dalla fucina bisignanese, come Andrea Pontedoro e Francesco Pignataro, saranno le nuove tecnologie, utilizzate tanto nell’allestimento del Museo, che prevede ricostruzioni multimediali e in 3D, che nei Laboratori didattici.

 

Insomma, il nuovo e l’antico si saldano per restituire in tutta la sua freschezza e attualità un’arte che nasce dalle mani e dal cuore di generazioni di artisti artigiani.

 

http://www.museoliuteria.it/

http://www.liuteriadebonis.com/liuteria.php