Primo Piano »

Andrea Cefaly jr alla scuola di Casorati in mostra a Catanzaro

30 ottobre 2017 – 10:59 |

E’ una mattina tersa e luminosa inusuale per l’inverno torinese quella in cui si incontrano per la prima volta il pittore affermato, amico di Casella e Gobetti, e il giovane arrivato dalla Calabria che ha fatto dell’arte il suo unico …

Leggi tutto »
Home » Itinerari e Vacanze, Musica, Video

La musica, emozioni e perfezione geometrica. Ludovico Einaudi a Diamante

Scritto da on 3 agosto 2016 – 08:31nessun commento

Lo hanno definito l’incantatore dei suoni. E in realtà pochi come lui sono in grado di attingere alla musica classica e alla pizzica, al jazz e al pop, al noise e alla tradizione armena, tra citazioni colte che rimandano alla filosofia, all’antropologia e persino alla geometria, come nell’ultimo cd, Elements.

Ludovico Einaudi è ormai una star  internazionale che può vantare milioni di dischi venduti, concerti affollatissimi, un pubblico variegato che lo segue sui social, con numeri di tutto rispetto, e diversi imitatori. Lui però è rimasto il ragazzo curioso di tutto, che ascoltava musica classica così come  Jimy Hendrix e Bob Dylan, che ha proseguito intrecciando legami con mondi musicali lontanissimi eppure mai così vicini, dall’Africa al digitale alla pizzica salentina (è stato anche Maestro concertatore alla Notte della Taranta di Melpignano). Anche se il punto di riferimento non contrattabile è Glenn Gould, una leggenda e un modello insuperabile per qualsiasi pianista che si rispetti.

Dopo essersi esibito a inizio estate tra i ghiacci di Wahlenbergbreen, alle Isole Svalbard (Norvegia), in sostegno della campagna di Greenpeace a difesa dell’Artico, su una piattaforma galleggiante alla deriva nel Mar Glaciale,  Einaudi è in questi giorni in tour in Italia, che approda il prossimo 6 agosto anche in Calabria, nell’incantevole cornice dell’Anfiteatro dei Ruderi di Cirella, Diamante (Cs) (produzione  Archimedia e Ponderosa Music & Arts) in uno dei concerti più interessanti dell’estate 2016.


Dopo il successo di In a Time Lapse, lo scorso anno è arrivato, ultima tappa di una discografia poderosa, Elements, che unisce le geometrie euclidee con gli scritti di Kandinsky, la materia informe della creazione artistica con il contemplare i fili d’erba in un prato. La musica non è solo pura emozione, ma il complesso intreccio tra sfera emotiva e perfezione geometrica, come spiega lui stesso invocando il Maestro di tutti, Bach.

 
Elements nasce da un desiderio di ricominciare daccapo, di intraprendere un nuovo percorso di conoscenza. C’erano nuove frontiere – sul filo di quello che conoscevo e di quello che non conoscevo – che da tempo desideravo indagare: i miti della creazione, la tavola periodica degli elementi, le figure geometriche di Euclide, gli scritti di Kandinsky, la materia sonora, ma anche i colori, i fili d’erba di un prato selvaggio, la forme del paesaggio. Per mesi ho vagato dentro una miscela apparentemente caotica d’immagini, pensieri e sensazioni; poi, tutto gradualmente si è amalgamato in una danza, come se tutti gli elementi facessero parte di un unico mondo, ed io anche. Questo è Elements. Se non fosse musica sarebbe una mappa dei pensieri, a volte chiari, a volte sovrapposti, punti, linee, figure, frammenti di un discorso interno che non si ferma mai.

12 brani, eseguiti usando piano, archi, percussioni, chitarra ed elettronica. Come nei precedenti lavori del compositore, si sviluppa come una suite in cui si intrecciano e dialogano i singoli brani. Il suono è ricco e stratificato, gli elementi sonori si sommano e s’intrecciano con una freschezza d’insieme che unisce con sapiente naturalezza suoni acustici, elettrici ed elettronici. Il disco è stato registrato nell’arco di tre mesi, tra marzo e giugno,  della sua casa di campagna nelle Langhe.

Oltre alla presenza del gruppo ormai stabile di Ludovico, che annovera Francesco Arcuri, Marco Decimo, Mauro Durante, Alberto Fabris, Federico Mecozzi, Redi Hasa, l’album si avvale della collaborazione dell’ensemble d’archi olandese Amsterdam Sinfonietta, del musicista elettronico berlinese Robert Lippok, dei percussionisti dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, del percussionista brasiliano Mauro Refosco e del grande violinista sudafricano Daniel Hope, ospite nel brano di apertura Petricor.

 

PREVENDITE

Inprimafila.net

Ticketone.it