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LinkingCalabria #Summer: a Pianopoli torna CalAfrika Music Festival

Scritto da on 3 agosto 2015 – 16:57nessun commento

La Calabria chiama l’Africa. Lo fà ancora una volta da un paese di 2 mila anime tra lo Jonio e il Tirreno, Pianopoli, da dove il 5 agosto parte la carovana di CalAfrika Music Festival 2015. Cinque giornate di laboratori destinati ad adulti e bambini, incontri, spettacoli teatrali, mostre e concerti, per andare oltre gli stereotipi che circondano il mondo dell’immigrazione riproponendo rotte e passaggi storici millenari, che hanno come epicentro, allora come adesso, il Mediterraneo.

Processi globali e locali insieme che vanno studiati e interpretati alla ricerca non di un confronto a tutti i costi, che tende inevitabilmente all’appiattimento sui modelli culturali occidentali, ma di capacità di ascolto, scambi e conoscenza reciproca. Merce quanto mai rara in età di conflitti le cui cause vanno rinvenute nel tempo e a distanza di migliaia di chilometri. Un punto di partenza per l’Associazione MigrAzioni, che da anni si occupa di azioni interculturali, migrazioni, solidarietà, anche attraverso questo piccolo ma vivacissimo festival, che da uno sconosciuto lembo della Calabria lancia un ponte verso l’altra riva del Mediterraneo.

Fedele alla sua missione, CalAfrica apre il 5 agosto con un incontro dedicate alle principali vittime della povertà, le donne, con la  presentazione della campagna di sensibilizzazione La povertà è sessista, a cura dei GIOVANI AMBASCIATORI DELLA ONG ONE  e con uno spettacolo teatrale, In ginocchio, storie di mafia e mafiosità attraverso le voci di un uomo e di una donna che hanno pagato le loro scelte con il carcere.

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Ph. G. Catalano

I concerti sono inaugurati dal progetto sperimentale Yosonu, in cui il batterista Peppe Costa ha sviluppato l’idea di comporre musica contemporanea senza la presenza di alcuno strumento musicale, utilizzando solo il corpo (body percussion),  oggetti di uso quotidiano e la voce come “strumenti”. Un ritorno al ‘grado zero’ , alle unità di base della musica.

Provengono da varie parti del mondo, dalla Costa d’Avorio alla Cina, dal Brasile all’Australia i musicisti di Ki Di Da, che hanno deciso di condividere tradizioni, radici, tecniche musicali e culturali diverse e di metterle a disposizione di un progetto che parte dalla musica per dimostrare che la conoscenza e il dialogo nella differenza è possibile.

Tra musica tradizionale, folk, rock, ska, punk si muovono i Folkabbestia, gruppo storico della scena underground italiana e tra i gruppi di riferimento nell’ultimo ventennio.

I live sono chiusi il 9 agosto da Moussa Ndao, che porta da tempo fuori dal suo paese le tradizioni musicali del Senegal e Fabio Macagnino, cantautore che unisce le radici calabresi con la world music fabio macagnino 390922165_ninternazionale, mixando ritmi balcanici, rock e taranta.

Il Festival propone ogni notte Dj e Vj set oltre a interventi di street art, laboratori di percussioni e danze, spettacoli di giocoleria al ritmo di musica. Vi consigliamo anche di non perdere il tributo a uno dei più grandi poeti del Novecento, Franco Costabile, firmato dal collettivo Manifest.

Il Programma completo è su http://www.associazione-migrazione.org/index.html#programma