Primo Piano »

Dal fumetto criminale a quello sociale, arriva a Cosenza il Festival del Paesaggio

18 settembre 2017 – 10:26 |

Il prossimo week end, dal 22 al 24 settembre, torna il fumetto a Cosenza al Festival del Fumetto Le Strade del Paesaggio, diventato uno degli spazi più interessanti dedicati al fumetto e al suo universo. Promossa da Cluster con la …

Leggi tutto »
Home » Musica, Video

Live: i Manhattan Trasfer al Castello Svevo di Cosenza

Scritto da on 17 luglio 2017 – 11:09nessun commento

My, my/ Oh the feelin’Of the sound/ Precious and real and/ Ooo that’s nice/ Whip up some steamin’ jazz/ The pot is on the stove It’s cookin’Want some more/ We always save some/ Art nouveau/ For special patrons/ You look nice/ Do you believe in jazz ...Lo ricordate? E’ l’intro di Soul Food To Go, tra  i successi più gettonati di uno dei gruppi più longevi e apprezzati della musica mainstream targata stelle e strisce, i Manhattan Transfer. Che tornano sui palchi internazionali per la gioia dei fans e non solo e lunedì 17 luglio toccano la Calabria nello scenario magico del Castello Svevo di Cosenza, per il Peperoncino Jazz Festival.

45 anni di carriera fulminante alle spalle e un futuro ancora da scrivere per questo gruppo che ha portato tra la gente un genere considerato -a torto- a portata solo di una élite, il jazz classico, opportunamente manhattan transfer 1contaminato da influenze caraibiche e funky, rock e pop, in un impasto intelligente e misurato, gradevole ma sempre di altissimo livello. Una formula più che collaudata, firmata da un certo Tim Hauser, una laurea in economia in tasca e una invidiabile cultura musicale. A fine anni ’60 fonda il nucleo primigeneo dei Manhattan Trasnfer insieme a Gene Pistilli ma l’esperienza dura poco. Incontra per caso due giovani cantanti, Laurel Massé e Janis Siegel. Un baritono, un soprano e un contralto. Manca il tenore. Lo trovano in Alan Paul, reduce dal successo di Grease, ed il gruppo è formato.

L’esordio ufficiale è nel 1975 con The Manhattan Transfer, un album godibilissimo tra easy jazz, pop, funk. Saranno i successi lavori, Coming Out e  Pastiche, a consacrare la band in tutto il mondo. Ottimi arrangiamenti, soluzioni originali, testi intelligenti, tecnica vocale insuperabile, capacità di spaziare tra generi diversi, retti da una cifra unica e inimitabile, che fa del vocalese il suo punto di riferimento. Il pubblico apprezza, la critica anche, fioccano i premi e il gruppo diventa una delle icone degli ultimi decenni. Contribuiscono le interpretazioni di brani famosi come Birdland, firmata dal duo delle meraviglie Joe ZawinulJaco Pastorius (Weather Report) o Foreign Affair di Tom Waits.

Poi arriva Bodies and Soul ma soprattutto il bellissimo Vocalese, punto d’approdo imprescindibile per gli appassionati, dodici nomination ai Grammy che rischiano di travolgere anche Michael Jackson. manhattan-transfer-3Intanto la Massè è stata sostituita da  Cheryl Bentyne e i nostri inanellano una collaborazione dopo l’altra, come quella con Djavan che porta al gruppo uno degli album più riusciti di sempre, Brasil, un piccolo gioiello ritmico-melodico. Tra progetti più o meno riusciti, la band risorge grazie al ritorno alle origini con album come Swing o The Spirit Of St. Louis, un omaggio al grande Satchmo, mentre nell’ultimo, del 2009, The Chick Corea Songbook, si cimentano ancora una volta, come era già accaduto con Count Basie e Gillespie, con il grande jazz. “Un musicista non si ritira mai. Smette solo quando non c’è più musica dentro di lui“, diceva Louis Armstrong. Ora Tim Hauser non c’è più ma la musica dei Manhattan  è più viva che mai, così, per festeggiare quasi mezzo secolo di attività i nostri rilanciano con un tour internazionale. Non ci resta che un augurio di cuore. Lunga vita ai Manhattan Trnasfer!