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27 febbraio 2017 – 11:11 |

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Luca Aquino inaugura la XIII edizione di Le Querce Jazz & Blues Fusion

Scritto da on 13 febbraio 2017 – 11:34nessun commento

Ovunque si giri, lo scrittore del Sud è indotto a spingere lo sguardo oltre la superficie fino a quando raggiunge il regno cui appartengono profeti e poeti. Flannery O’Connor racconta così un secolo or sono la frontiere letteraria nel profondo Sud degli States, che accomuna Faulkner all’australiano Nick Cave. Una riflessione che può essere presa a prestito per tutti i Sud del mondo, compreso il nostro, estendendola a chi è abituato a usare non solo le parole ma i suoni. Come Luca Aquino, beneventano, uno dei musicisti italiani più accreditati nel panorama internazionale, che ha inaugurato l’edizione 2017 di Le Querce Jazz & Blues Fusion, la kermesse voluta da Giampiero Ferro che torna con un format rinnovato.

La rassegna quest’anno infatti si sdoppia in due, con quattro appuntamenti nel centro cittadino, negli spazi di Arealoft, targati Jazz blues & wine per presentare quattro artisti meridionali come Luca Aquino, Francesco Pepe (24 Febbraio) Light Chili (24 Marzo) e lo Scaramuzzino Trio (31 Marzo) annaffiati dal vino delle cantine Librandi.fabrizio bosso

La kermesse vera e propria prende il via come da tradizione a Le Querce Country Restaurant con sei appuntamenti di tutto rispetto che vede protagonisti il percorso tra parole, immagini e musica di Parole e note Live (3 Marzo) e artisti di rango internazionale come Fabrizio Bosso che si è affidato alle atmosfere degli Urban Fabula Trio (10 Marzo), tre siciliani (ancora il Sud protagonista) che rappresentano una delle realtà più fresche e innovative del panorama jazz italico o come Eliana Cargnelutti (8 Aprile), una tesi su Mike Stern che le ha aperto la strada ai palchi nazionali e non (ha collaborato con artisti come Roberto Manuzzi e Ellade Bandini, Andrea Rigonat, Otis Grand, John Craig e Peter Stroud) e alla nomination tra le 5 migliori chitarriste donne rock-blues mondiali.

A Le Querce fanno tappa anche Jonny Kaplen & The Lazy Stars (9 Giugno), che arrivano dalla scena di Los Angeles, e Charlie Cruz che insieme al suo Trio e al bluesman italiano Max Prandi si muoveranno tra tradizione e contemporaneità blues (23 Giugno). Il 5 maggio sarà la volta dei Delta Moon uno dei gruppi più importanti in circolazione, guidato da due autentici fuoriclasse come Tom Gray e Mark Johnson che da quindici anni portano in giro la migliore musica del Delta, distillata in una decina di album pluripremiati e in centinaia di esibizioni di qua e di là dell’Atlantico.

Ma torniamo a Luca Aquino, che fa tappa in Calabria tra una esibizione al Mar Rosso Jazz delta moonFestival di Eilat, Israele, e la partenza per l’Iraq, dove porterà la sua musica in uno dei siti UNESCO insieme a una ensamble di artisti provenienti da diversi Paesi, proseguendo l’esperimento che lo ha portato a Petra, in Giordania, per registrare il suo penultimo album tra le gole di uno dei tesori dell’umanità insieme a Natalino Marchetti, Sergio Casale e alla Jordanian National Orchestra, gruppo cosmopolita che raccoglie musicisti americani, armeni, romeni e tedeschi.

Il dottore in economia e commercio che scopre il jazz a 19 anni grazie a uno zio che gli mette in mano (o meglio, sullo stereo) i dischi di Chet Baker e Miles Davis, e che in dieci anni ha inanellato un album dopo l’altro applauditi da pubblico e critica e collaborazioni di rango, dimostrando una singolare capacità di penetrare nello spazio e nel tempo alla ricerca di sonorità sempre diverse, echi che arrivano dal passato, dalle antiche civiltà del Mediterraneo e dalle terre selvagge del Baltico, percorrendo i territori sonori in cui Oriente e Occidente si congiungono e parlano con una voce sola. Senza dimenticare l’anima rock di una generazione, celebrata con due cd, uno dei quali dedicato a chi quell’anima l’ha incarnata sino in fondo, Jim Morrison e i suoi Doors.

Un viaggio che ha portato Luca di volta in volta dagli studi di registrazione alla chiesa di Sant’Agostino a Benevento, a un antico hamam di Skopje, e da ultimo a Petra, in un percorso all’interno e nelle pieghe più profonde della musica che lambisce i territori del mistico e del sacro. Nel disco (Petra), realizzato con il patrocinio dell’UNESCO, c’è il vento che soffia tra le gole del Siq, il canto del muezzin, echi blues che si impastano con la galassia balcanica, una ninna nanna che si specchia in un celeberrimo standard come Smile, i suoni e i colori di Petra. La meraviglia e la bellezza come risposta alla violenza e al terrore.

luca aquinoRitmi che dialogano anche con la tradizione napoletana, alla quale il talentuoso trombettista campano torna nel suo nuovo cd, Vesevus, inerpicandosi tra madrigali, villanelle, villotte, villanesche e ballate rilette in chiave jazz e folk insieme ai Solis String Quartet e a Gianluca Brugnano. Un omaggio alla tradizione poetica e musicale del Sud, nel solco tracciato da Roberto De Simone e dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare, alla ricerca di nuove sonorità.

Prossima tappa, il grande Nord. Benevento-Oslo, questa volta sul sellino di una bicicletta per raccontare luoghi e persone, in musica e poesia. Insieme all’inseparabile tromba.