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L’universo graffiante e surreale di Stefano Bollani, in concerto al Teatro Politeama di Catanzaro

Scritto da on 1 febbraio 2011 – 03:18nessun commento

 

Un folletto bizzarro e dispettoso si aggira sul palcoscenico, si siede al pianoforte e comincia il suo viaggio sulle note delle più belle composizioni scritte per il cinema, toccando la Rimini di Fellini con Nino Rota, la Parigi di Truffaut  e di Lelouch con J. Constantin e F. Lai, la New York di R. Polansky con K. Komeda, il cinema di Dario Argento con la complicità musicale dei Gobelin, l’universo sonoro di Ennio Morricone, passando per  i ritmi carioca di Jobim e l’America dei Beach Boys.

Il folletto è il pianista Stefano Bollani e la location è il Teatro Politeama di Catanzaro, che lo ospita all’interno della Rassegna La grande musica per il cinema.

Bollani ha proposto al pubblico una lettura intensa e magmatica, nel suo stile, conducendolo lungo un itinerario personalissimo e composito, di volta in volta lirico ed onirico,  ironico  ed irriverente, nel cinema  del ‘900, al quale ha offerto tra l’altro il proprio contribuito componendo le colonne sonore di alcuni film.

Rientrato da pochi giorni in Italia da Shangai, dove ha presentato un applauditissimo concerto per piano solo, cui è seguita una tourneè in Danimarca,   di nuovo in partenza  per la registrazione del programma radiofonico con Davide Riondino e la presentazione della sua ultima opera letteraria, Stefano Bollani appare affaticato ma felice.

<Sono sempre stato curioso di tutto e con la necessità di esprimermi attraverso diversi mezzi. Così oltre a comporre scrivevo storie e mi dicevo “A chi possono interessare?”. Ci ho provato con le storie di La sindrome di Brontolo, poi ho deciso di pubblicare L’America di Renato Carosone e Lo Zibaldone del dott. Djembè con Davide Riondino.

L’esperienza con Riondino  alla radio è magnifica. La radio ti offre la possibilità di fantasticare esattamente come la musica> .

Attendiamo con ansia di conoscere cos’altro ci riserva il geniale folletto.