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Mario Biondi al Festival d’Autunno a Catanzaro

Scritto da on 4 ottobre 2010 – 00:00nessun commento

Mario Biondi ha aperto il Festival d’Autunno giovedì 30 settembre a Catanzaro.

Piacevole anticipazione al programma del Festival d’Autunno con lo spettacolo di Mario Biondi al “Gran Teatro Le Fontane” di Catanzaro, che ha concluso il fortunato tour del cantante.

Pochi minuti dopo l’annuncio dato dalla voce fuori campo, l’attenzione del pubblico, attraverso il sapiente uso delle luci di Loris Bartolini, viene calamitata sul centro del palcoscenico dove appare Mario Biondi, in atmosfera vintage, seduto su una poltrona in pelle alla flebile luce di una abatjour.

Qualche attimo dopo eccolo maneggiare un vecchio jukeboxe, da qui l’inizio esplosivo della band con Birdland di Joe Zawinul, noto componente dei Weather Report, nella versione dei Manhattan Transfer che ha subito fatto apprezzare lo spessore delle tre coriste presenti sul palco.

Una band corposa, con ben dieci elementi, quella proposta dall’artista catanese, divisa in una sezione acustica, dal sapore jazz, con Daniele e Tommaso Scannapieco (sax e flauto, il primo e contrabbasso e violoncello il secondo), Claudio Filippini (piano), Lorenzo Tucci (batteria), Giovanni Amato (tromba) e Beppe di Benedetto (trombone) e una sezione elettrica soul/r&b, con basso, chitarra, tastiere, un secondo batterista e vibrafonista, nella persona di Fabio Nobile, e l’ottimo percussionista Luca Florian, suo storico sideman.

Ancora jazz, con Nature boy di Nat King Cole e citazioni parkeriane, quindi un continuo susseguirsi di brani tratti dagli album di Biondi tra i più noti, quali This is what you are, Be Lonely, Never die, No more trouble, Ecstasy, Love Dreamer, ed altri ancora, forti delle importanti collaborazioni con altri artisti, tra tutti Something that was beautiful di Burt Bacharach.

Tra il serio e il faceto il suo modo di rivolgersi al pubblico.

Particolarmente sentito l’omaggio reso dall’artista a Carlo Alberto Rossi del quale ha proposto una doppia versione della celebre E se domani.

Il programma ricco e corposo si è snodato, senza sosta, nell’arco di tre ore.

Non si può certo mettere in dubbio la simpatia e la professionalità del cantante ma di certo quello che di più ha colpito è stata la generosità verso il pubblico e verso gli artisti che lo hanno accompagnato, nei quali era palpabile l’entusiasmo e la voglia di regalare lo spettacolo migliore che fosse possibile.

Assolutamente raro e perciò degno di nota lo spazio che ha inteso lasciare agli assolo e all’improvvisazione dei musicisti. Su questa scia sono risultati molto intensi il brano I love you more eseguito in duo con la corista Samantha Iorio, per le rare capacità vocali di quest’ultima, e le due esecuzioni del chitarrista Giovanni Baglioni, figlio d’arte, una delle quali in solo. Una tecnica originale per una esecuzione raffinata che ha fatto trasparire la sensibilità e la delicata emotività di questo giovane musicista.

La band si è espressa in una musica intrisa di soul e rhythm’n blues, con risonanze rock.

Dovendo individuare una nota critica, non sempre il genere risultante da questa miscellanea è risultato il più adatto al timbro grave e caldo del cantante siciliano che, quanto meno nelle esecuzione delle ballad, sembrava più a suo agio in formazione ridotta, con un accompagnamento più sobrio.

Nel complesso una buona serata ed un sicuro successo per gli organizzatori vista l’accoglienza e l’entusiasmo del pubblico.

Stefania Mantelli