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Musica dal mondo a Isca per l’Albero di canto

Scritto da on 28 agosto 2015 – 10:14nessun commento

E’ nata 16 anni fa a Isca, sulle coste dello Ionio, e ha subito ottenuto uno straordinario successo di pubblico. Il suo format ha ispirato altri altri eventi nel comprensorio quali il Tarantella Power di Badolato o il Taranta Power di Caulonia. Dopo una pausa lunga 5 anni, ritorna i 28 e 29 agosto l’Albero di Canto, Festival di musica, incontri, gastronomia, con un tema conduttore quantomai attuale, quello dell’immigrazione e dell’integrazione.

A parlarne in apertura della manifestazione in un dibattito su Isca, città dell’accoglienza, saranno il camaprofazio-1024x683sindaco di Isca, Carlo Pantusa, il presidente della Provincia di Catanzaro Enzo Bruno,  Pietro Caroleo, direttore Coop Atlante, ente gestore dello SPRAAR di Isca, enti pubblici e gestori dei servizi SPRAAR calabresi.

La serata del 28 prosegue con la musica a partire dalle ore 22 con  Sandro Joyeux, eclettico musicista italo-francese con l’Africa nel cuore, sodale di artisti come Baba Sissoko, Daniele Sepe, Emanuele Brignola, Awa Ly, Pape Kanoute, Madya Diebate, un album alle spalle e migliaia di chilometri macinati negli interminabili tour  e l’ Agorà dei Cantastorie, che registra il ritorno di Otello Profazio, che si esibisce al fianco di Fulvio Cama e Saveria Romeo.

 

Sabato 29 agosto a salire sul palco sono i calabresi Lamberry Blues e a seguire i senegalesi Africa Djembè, ritmi africani tradizionali eseguiti con strumenti antichissimi come lo Yela, Siko, Tama, Kora,africadjembè Molo, Balafon, Xalam, Cogoma, Djembe. Quattro musicisti che tessono un prezioso tappeto sonoro tra la melodia, i ritmi e le danze della tradizione wolof e mandinga, che rievocano i panorami sconfinati del continente africano, ma anche la vegetazione lussureggiante e le bianche spiagge di Gorée, una manciata di chilometri da Dakar, dove i nostri sono nati e da dove  qualche secolo fà  partivano le navi stipate di schiavi che sarebbero stati venduti per essere impiegati nelle piantagioni americane.