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Oliver Coates, quando il violoncello si allea con l’elettronica

Scritto da on 26 agosto 2016 – 08:48nessun commento

Nel suo sound fanno capolino Berio e Boulez, insieme ai Massive Attack e  Johnny Greenwood  (Radiohead), avanguardie del Novecento e nuovo minimalismo, indie, elettronica e folk. Mix è la parola d’ordine. Insieme a spazio, spesso non -convenzionale, in cui porta il suo violoncello, e a tempo, un presente incantato in cui trascina il suo pubblico. Si chiama Oliver Coates, violoncellista, compositore, produttore che da Londra il prossimo 27 agosto, ore 21, approda a Riaci Capo dell’Armi (Reggio Calabria) a Islands, rassegna indipendente di musica e visioni, in una delle due tappe italiane del suo ultimo tour.

oliver coates 809_7345499682216627297_nCoates è uno dei più importanti violoncellisti contemporanei e tra i protagonisti della scena minimale UK. Violoncellista di formazione classica è passato con un balzo sorprendente alla musica contemporanea. E’ membro della London Contemporary Orchestra, collabora stabilmente con Jonny Greenwood dei Radiohead, con l’artista visivo Lawrence Lek, insieme al minimalista Steve Reich,  oltre che con gente come  Massive Attack, Ben Frost, Mark Fell, Sigur Rós, Actress, Leo Abrahams e Mica Levi, con la quale ha realizzato la pluri-premiata colonna sonora di Under The Skin di J. Glazer nel 2013.

 


Il musicista londinese è in Italia con il suo ultimo lavoro, Upstepping, pubblicato lo scorso maggio da PRAH Recordings,  un viaggio nell’elettronica UK , rievocando gli esordi di mostri sacri del genere come Four Tet e Orbital e la straordinaria produzione artistica del genio della popular music a stelle a strisce Arthur Russell, che sta  ricevendo i commenti più entusiastici della critica. Dentro ci sono i suoni processati del cello insieme ai ritmi della dancefloor, da cui è partito per il suo viaggio all’interno della musica contemporanea,  girando attorno al tema della fisicità legata ai suoni, chiodo fisso dell’artista.

Ciò che amo di più della musica è il suo essere una forma di comunicazione astratta che rifugge la didattica delle regole o le stesse ragioni verbali che ne dovrebbero legittimare. È come tornare bambini e provare piacere nel giocare con le onde sonore che rimbalzano nella stanza. (Intervista a Andrea Mi su dlso.it )

Apre la serata ‘Motore Immobile‘, selezione musicale a tema sul Minimalismo Italiano, a seguire l il dj set del  resident Flavio Foti e in tarda notte ≈Hydropanik!≈ con Ixindamix (UK, Spiral Tribe) e altri guests.