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Quando la chitarra parla: Tolo Marton al Museo del Rock

Scritto da on 10 aprile 2017 – 10:03nessun commento

All’inizio ci fu Beethoven. Poi arrivarono I Puppies e Le Impressioni, un manipolo di gruppi che tra gli anni ’60 e ’70 muovevano i primi passi in Veneto con un occhio ai Beatles e ai Rolling Stones e l’altro alla dance. Arriva anche la grande occasione con Le Orme, uno dei gruppi più gettonati del progressive in salsa italica. Da lì Tolo Marton, origini a Mogliano Veneto come Toti dal Monte e Giuseppe Berto, prende il volo e inizia una formidabile carriera solista.

mcc tolo mortonChe annovera tra le sue perle i Cream, al posto di Eric Clapton, Ian Paice e Don Airey dei Deep Purple, Mario Brunello, David Cross dei King Crimson, Gerry MacAvoy. E poi ancora Aldo Tagliapietra e Tony Pagliuca con i quali dopo 35 anni, nel 2010, sigla la attesissima reunion de Le Orme e il grande Roger Glover dei Deep Purple.

Una carriera lunghissima,  incoronata tra l’altro dal premio dedicato a Jimi Hendrix, a Seattle, percorsa da quello che è ritenuto il più importante chitarrista italiano contemporaneo, che guarda al rock classico senza disdegnare il blues, la psicadelia, il country, frullati e digeriti completamente per trarne fuori uno stile unico e personale, padroneggiato con maestria e sapienza da questo artista talentuoso e impareggiabile, abituato a mettersi continuamente in gioco, ad accettare le sfide che solo le sette note possono dare. Come ha fatto in MCC insieme a Marco Caudai e Luca Capitani, e in Guitarland, in cui oltrepassa i confini tra i generi e stili chitarristici diversi.

Tolo Morton sarà il 12 aprile al Museo del Rock di Catanzaro dove presenta My cup of music, il suo ultimo album fresco d’uscita, quasi interamente strumentale, in cui si rimette di nuovo in cammino.

Ad aprire le danze dalle 19 i Meat for Dogs, il gruppo punk-rock catanzarese che dopo qualche anno torna al suo pubblico.