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Ronnie Jones ‘The Voice’ e Mike Sponza a Le Querce Jazz&blues

Scritto da on 8 aprile 2015 – 08:52nessun commento

Time to stop and think / It’s time to make things right / Time to make a miracle / Depends on you tonight / Time to make a miracle / Time to make a future plan / Time to make that stand / The miracle’s in the making Our Future is in our hands… cantava negli anni ’70 Ronnie Jones, uno degli artisti più eclettici della scena black internazionale, che il prossimo 20 marzo (ore 21.30), spostato al 10 aprile, farà tappa in anteprima al Country Club Le Querce (C.da Guidacciari, Sarrottino di Tiriolo di Catanzaro) insieme a Mike Sponza, Mauro Tolot e Moreno Buttinar per Le Querce Jazz&blues fusion.

Non ha bisogno di presentazioni il ragazzo dal sorriso aperto, lo sguardo sornione e una voce calda che si piega a diversi registri, che un giorno lascia la natia Springfield, Massachusetts, per approdare in Europa, dove incrocia il suo destino con quello di artisti come Jack Bruce, Johnny Parker, Ginger Baker, Rod Stewart, Mick Jagger (che fonderà di lì a poco i Rolling Stones), John MacLaughlin.

Negli anni ’70 arriva in Italia, lavora in musical di culto come Hair e Orfeo 9 di Tito Schipa jr. , la prima opera rock italiana (dalla quale è tratta la splendida esibizione nella clip qui sotto), oltre che come Dj in radio e in televisione con Gianni Boncompagni, Renzo Arbore, Maurizio Costanzo.

 

Poi arrivano la discomusic e i successi planetari, ma Jones è una fucina che sforna decine di canzoni scritte per grandi artisti, suona con Bill Evans e Billy Cobham, crea band (da ultimo la Soul Syndicate Band) e progetti a non finire. Fino a confrontarsi con uno dei suoi idoli e numi tutelari, Ray Charles, di cui interpreta senza risparmiarsi una ventina di successi in Ray Charles Memories. Un ritorno alle origini visto che la carriera di Jones parte proprio dalla registrazione di uno dei brani più famosi del Maestro, Night time is the right time.

A Le Querce Ronnie Jones arriva, dopo il bel concerto di Joe Amoruso e Antonio Onorato, che hanno inaugurato il cartellone, con Mike Sponza e la sua band, che annovera autentici fuoriclasse come Mauro Tolot e Moreno Buttinar, e una scaletta che tra Marvin Gaye, i successi Motown, la disco anni ’70, svela l’incontestato talento del nostro a rileggere, con piglio personalissimo in un percorso che unisce soul, R&B e jazz, brani che hanno segnato un’epoca. Ma anche la vitalità e la freschezza di un artista che a 76 anni suonati continua a sorprendere.