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Sulle rive dello Stretto, il jazz incontra la musica persiana e i Doors

Scritto da on 31 luglio 2015 – 08:21nessun commento

Lei è una delle interpreti più sensibili delle millenarie tradizioni poetiche e musicali della sua Persia. Lui è un jazzista con diverse collaborazioni importanti e il pallino per la musica sudamericana. Sono Farzaneh Joorabchi e Filippo Pedol, gli artisti che martedì 4 agosto alle 4,40 del mattino, come di tradizione, salutano l’alba dalla Rotondetta del Lungomare Falcomatà a Reggio Calabria e aprono ufficialmente l’edizione numero 24 di EcoJazz Festival, nato per non dimenticare le vittime di tutte le mafie.

 

farzaneh jorabchiUna alchimia musicale inedita quella tra la voce e il setar di Farzaneh, che introducono il pubblico al composito mood dell’universo musicale e coreutico persiano, che rimanda a una tradizione millenaria e raffinatissima e alla lirica mistica, e il contrabasso di Pedol che lasciano il posto il 5 agosto a un’altra complessa liason, quella tra jazz e rock, ossia OverDoors, tributo ai mitici Doors firmato da Luca Aquino.

All’inizio c’era Miles Davis e la sua svolta ‘elettrica’, che dà la stura all’incontro con Joe Zawinul, Wayne Shorter, Chick Corea. Poi arrivano gruppi come i Weather Reaport, Mahavishnu Orchestra, Soft Machine che scelgono di muoversi in territori di confine, sperimentando sonorità liminali sul solco tracciato da Miles. Negli stessi anni Jim Morrison e Ray Manzarek si conoscono a Venice Beach e danno vita ai Doors, un progetto musicale che non ha probabilmente eguali, che assembla rock, blues, psicadelia e jazz, e molto deve anche allo spirito profetico di Miles.

L’incontro tra i due campioni, Miles e Jim, viene rinnovato da Luca Aquino, classe 1974, tra i migliori esponenti del jazz italico, che insieme a Antonio Jasevoli eluca aquino alla sezione ritmica composta da Dario Miranda (basso) e Lele Tommasi (batteria), in questo tributo ai Doors compie “un’escursione in quella lussureggiante terra di nessuno che sta tra il Davis della svolta elettrica, i primi Nucleus e i Soft Machine di «Six» e «Seven»”, come scrive Francesco Prisco su Il Sole 24Ore. Alla fine, Aquino non propone né una cover o una semplice rielaborazione di brani passati alla storia ma, come afferma lui stesso, un percorso in cui ci si sente liberi di ripercorrere Light my fire o Ryders on the Storm o LA Woman senza alcun senso di colpa.

Torna in Calabria, dopo il bel concerto a Le Querce di Sarrottino, nella primavera scorsa, il duo sarahjanemorris-20Sarah Jane Morris – Antonio Forcione, coppia di autentici fuoriclasse del proprio strumento, la voce da una parte, la chitarra dall’altra, che esplorano fino ai limiti del conosciuto, traendone sonorità uniche e originali. Il duo naviga tra i brani che hanno reso famosa la Morris, che percorre R&B, jazz, blues, disco, e le ultime creazioni, decisamente più intimiste, senza trascurare gli spazi di improvvisazione affidati a Forcione (6 agosto).

Fuoriclasse lo è anche il pianista italo-americano Joey Calderazzo, che sfodera negli stessi giorni anche al Peperoncino Jazz Festival le sue doti di artista energetico e travolgente, dalla tecnica brillante, ottimo bilanciamento tra melodia e ritmo, fraseggio eccellente. Un piccolo tornado che travolge il pubblico a ogni esibizione, con la complicità in questa occasione di Jasper Somsen e Justin Faulkner.