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Universo dark all’Unpop Club di Reggio Calabria

Scritto da on 1 novembre 2010 – 03:18nessun commento

Venerdì 5 novembre 2010, ore 22, Marie Antoinette live all’ UNPOP CLUB di Reggio Calabria

Marie Antoinette è una ragazza con la chitarra e litri di sangue versato.

Ama l’agiografia medievale, le vite dei santi e delle sante, i miracoli di Gesù, che per lei sono l’ultimo baluardo di purezza in un universo ormai contaminato.  Giovanna d’Arco è la sua eroina di sempre, una donna capace di cambiare la propria vita e cambiare il destino di una guerra a 17 anni, che combatte sul terreno di battaglia con trenta chili di armatura piuttosto che piangere o pensare che sia tutto perduto. Marie Antoinette odia i disfattisti.

Nata e cresciuta a Pesaro nel 1987, nell’adolescenza comincia a scrivere canzoni per sentirsi meno sola e più vicina alle sue eroine Riot Girl: Hole, Bikini Kill, Babes in Toyland e anche le poesie di Sylvia Plath.

Due film rappresentano il suo immaginario: Paris Texas e Badlands; la violenza della vita, in tutte le sue forme. Sentirsi indifesi e al tempo stesso carnefici.

Cresce ascolta molto altro e incontra soprattutto Nina, Nastasia e PJ Harvey. Che sono il suo costante riferimento nell’importanza attribuita al testo innanzitutto e nel modo in cui le canzoni sono un devastante rigurgito di esperienza personale, e per come si diventa così vulnerabili quando si canta di passioni e dolori infiniti. Poi lentamente quella che era una semplice terapia diventa qualcosa di più e suona un po’ in giro, in Veneto, in Emilia, a Milano e nelle sue Marche.

Un giorno sale a Verona in autostop per vedere l’ennesimo concerto dei suoi beniamini Parenthetical Girls, conosce Bob Corn che rincontrerà poi a tutti i concerti di quel glorioso tour e inizia a raccontargli delle sue canzoni suonate solo nella sua cameretta. E allora Tizio le dice “Dai ci sentiamo presto, vieni a registrare qualcosa su a Modena nello studio di un amico!”. Sconcertata dalla sua fiducia per qualcosa che non aveva mai sentito, sale a Modena registra alcuni pezzi e a Tizio piacciono, ma davvero. Così suona all’ A Minor Place Festival e ogni volta che lo vede pensa che senza di lui forse le sue canzoni non sarebbero uscite dalla quella cameretta. Capisce così che, al pari dei suoi studi universitari in storia dell’arte medievale, sono le canzoni tristi ad avere un posto speciale nella sua vita e decide che sia ora che esca un disco.

Si accorgono di lei Blow Up e Rockit, che le pubblica un brano, “One”, sulla compilation di Aprile. Si attrezza di buoni propositi e fiducia ed esce autoprodotto, il suo primo disco “Marie Antoinette wants to suck your young blood” che contiene otto tracce e che dedica al suo fidanzato.

Sì, vorrebbe davvero succhiare il sangue di gente giovane a volte per quanto si sente stanca e senza desideri. Con la sua chitarra acustica e il glockenspiel canta storie di adolescenti morti, di eroine e di santi come Giovanna d’Arco o Sylvia Plath, di amori senza condizioni, di pillole e di compulsioni.

Canta più forte che può per esorcizzare il male, per difendersi alla sua maniera da un universo freddissimo.

INGRESSO CON TESSERA ARCI